In rete le qualità scientifiche del sistema agroalimentare

Punta a sviluppare e mettere in rete le peculiarità produttive, scientifiche e di ricerca nel settore agroalimentare dell’Emilia occidentale il progetto che Confindustria Piacenza e
l’università Cattolica hanno pensato, con la collaborazione delle associazioni di categoria, e consegnato ieri al sottosegretario Guido Tampieri. Il perno centrale dovrebbe essere la
facoltà di Agraria della sede piacentina dell’ateneo, che diventerebbe un polo di aggregazione per importanti realtà che operano nelle zone limitrofe come l’Istituto sperimentale
di cerealicoltura di Fiorenzuola, l’Istituto sperimentale per la zootecnia di Cremona, l’Istituto sperimentale per la foraggiatura e quello lattiero-caseario di Lodi e l’azienda sperimentale
Tadini di Podenzano. L’obiettivo, sfruttando anche la ristrutturazione del Centro nazionale per la ricerca in agricoltura (Cra), è la creazione di un sistema integrato di ricerca
sperimentale, connesso alle esigenze produttive, qualitative e gestionali delle imprese della filiera, che possa rappresentare nel contempo una struttura scientifica di rilievo, che funga di
supporto all’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di Parma e al ministero. Perchè la facoltà di Agraria della Cattolica di Piacenza e Cremona? Innanzitutto, come
sottolineato al sottosegretario dai promotori dell’iniziativa, per il prestigio derivante dalla sua storia (è attiva dal 1953 e ha prodotto oltre tremila tra ricercatori, diplomati e
laureati) e per il costante impegno nel campo della ricerca scientifica, ma anche per il fatto che sia attivamente coinvolta in tutta la filiera produttiva, dalla fase agronomica a quella della
prima trasformazione passando per gli aspetti gestionali delle imprese e alla commercializzazione dei prodotti. Nelle intenzioni di università Cattolica e Confindustria, l’ateneo
dovrebbe coordinare e promuovere, in accordo con il Cra, le attività delle strutture di ricerca operanti nel territorio, collegandole in rete per fornire un servizio efficace alle
imprese. Si creerebbe così un sistema organico completamente sinergico all’attività della facoltà di Agraria di Parma e del Parco tecnologico padano di Lodi,
particolarmente orientato su aspetti biotecnologici. Piacenza potrebbe diventare anche punto di attrazione per la localizzazione di aziende e associazioni che dovrebbero relazionarsi
istituzionalmente con Efsa, affiancando Parma nel mettere a disposizione strutture e servizi per un funzionamento ottimale dell’Authority.

www.liberta.it

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