La senatrice della Sinistra Arcobaleno, Daniela Alfonzi, ha presentato al Ministro del Lavoro Damiano un’interrogazione per conoscere le disposizioni che regolano la disciplina del risarcimento
Inail ai famigliari delle vittime degli incidenti sul lavoro ed il direttore generale dell’Istituto ha spiegato che il Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali risale al 1965.
Proprio perché queste disposizioni risultano oggi del tutto inadeguate, dunque, si generano situazioni come quella che ha portato all’interrogazione della Alfonzi: la compagna di un
operaio perito nel corso del drammatico incidente alla ThyssenKrupp di Torino non può ottenere alcun risarcimento perché, non essendo coniugata con la vittima, non risulta
configurabile come erede.

Il direttore generale dell’Istituto, infatti, ha spiegato che “l’Inail non può erogare un indennizzo ad una donna non sposata, ma solo convivente, di un operaio deceduto sul lavoro,
perché l’attuale quadro normativo non lo prevede”: Giorgini, dunque, non ha nascosto l’amarezza che scaturisce da una situazione di questo tipo e che è aggravata dal fatto che la
donna è in stato di gravidanza.
Quando nascerà il bambino, infatti, dovrà essere sottoposto al test del DNA e, se risulterà figlio della vittima, avrà diritto solo “alla quota del 20% della rendita
per il superstite”: “Consapevoli di ciò – ha reso noto Giorgini – nel decreto Milleproroghe c’erano due norme utili, che però non sono passate”.

“Una – ha spiegato il direttore dell’INAIL – avrebbe dovuto equiparare il minore figlio di una coppia non unita dal vincolo del matrimonio all’orfano di entrambi i genitori perché,
così, le quote della rendita vengono raddoppiate. L’altra prevedeva che, alla morte del lavoratore giovane, la rendita, invece di essere calcolata sullo stipendio del momento, venisse
liquidata sul massimale della sua retribuzione”.
Tentativo fallito, dunque, ma è necessario intervenire poiché la società, dal 1965 ad oggi, è cambiata e bisogna tutelare i nuovi diritti.