INAUGURATO CIBUS CONNECT 2019 A PARMA – 10 Aprile

INAUGURATO CIBUS CONNECT 2019 A PARMA – 10 Aprile

INAUGURATO OGGI CIBUS CONNECT A PARMA

500 nuovi prodotti, 10.000 operatori commerciali, di cui 3.000 buyer esteri – Nuove relazioni tra l’industria alimentare italcciana e la grande distribuzione internazionale – Preoccupazione per la minaccia USA di nuovi dazi, ma preoccupano di più le etichettature a semaforo

(Parma, 10 aprile 2019)

Seconda edizione di Cibus Connect alla Fiera di Parma, 10-11 aprile

Testo e foto Maurizio Ceccaioni

Parma, 10.4.2019 – Inaugurata oggi a Parma la seconda edizione della fiera internazionale dell’agroalimentare ‘Cibus Connect’. Tanti presidenti presenti all’inaugurazione in rappresentanza della filiera del mondo agroalimentare. A cominciare dal “padrone di casa”, Gian Domenico Auricchio (Fiere di Parma), Ivano Vacondio (Federalimentare), Carlo Maria Ferro (Ice Agenzia), Ettore Prandini (Coldiretti), Massimiliano Giansaldi (Confagricoltura).

Con loro l’europarlamentare Paolo de Castro, già ministro delle politiche agricole nei governi D’Alema e Prodi e primo vicepresidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. In sala il deus ex machina di Fiere di Parma, l’ad Antonio Cellie e, tra gli ospiti di rilevo, la senatrice Anna Maria Bernini, l’assessore all’Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna, Simona Caselli, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, Annalisa Sassi, presidente Unione Parmense degli Industriali (Upi) e vicepresidente Fiere di Parma.

«L’essenza di una fiera è rappresentata dalla presenza di nuovi prodotti e dal dinamismo dei buyer – ha detto Gian Domenico Auricchio durante l’apertura – e la formula smart di Cibus Connect, caratterizzata da due giornate espositive e stand semplificati, è sempre più apprezzata dalle aziende alimentari».

Un’intuizione proposta per la prima volta nel 2017, con stand semplificati e spazi ampi per fare incontrare domanda e offerta, che pare abbia soddisfatto le aspettative, dato che sono aumentati i metri quadrati disponibili e gli espositori.

Taglio del nastro a Cibus Connect 2019

I numeri iniziali di questo evento organizzato da Fiere di Parma e Federalimentare, in collaborazione con Ice Agenzia, parlano di più di 700 espositori, 500 nuovi prodotti, 10 mila operatori commerciali (tra cui 3 mila buyer esteri) e 1000 marchi rappresentati nei padiglioni 5 e 6.
Al convegno inaugurale dal titolo ‘From category management to supply chain strategy: the relationship between distribution and agrifood industry”, organizzato da Pwc Italia e Gdoweek/Mark Up, dedicato ai rapporti tra industria alimentare e grande distribuzione, prima del taglio del nastro si è tenuta una tavola rotonda regolata da Paolo De Castro, in cui si sono incontrate e confrontate tutte le componenti della filiera agroalimentare.
Incontro dal quale sono scaturite riflessioni e proposte sulle strategie future del comparto, alla luce della variabilità dei mercati e i condizionamenti di certa politica che potrebbero pesantemente danneggiare le nostre esportazioni. «Qui abbiamo preso per mano le aziende e le abbiamo portate nel mondo. Noi non vogliamo fare la guerra a nessuno – ha continuato Gian Domenico Auricchio – perché questa è la fiera di tutte le eccellenze alimentari italiane».
«Occorre far fare un salto di qualità e redditività al nostro settore – ha ricordato Ivano Vacondio – ma serve fare accordi con tutto il mondo agricolo di filiera».

Accordi di filiera che per Prandini potrebbero essere lo strumento di base, assieme ad uno spirito nuovo, per aggredire i mercati, specie quelli esteri. «Perché essere bravi non ci viene riconosciuto a vita e il tema dell’internazionalizzazione va affrontato anche con l’aiuto delle ambasciate, sia dove siamo già presenti, ma in special modo nei nuovi mercati».

«Politiche che da sempre hanno fatto e fanno molto bene i francesi, che non a caso dominano la scena commerciale nel mondo. Per questo il richiamo è alla nostra politica e quella Ue, per fare gioco di squadra».
Di strategie comuni ha parlato anche Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. Ricordando che il settore alimentare è cresciuto in maniera disaggregata più per merito delle singole imprese che del sistema Paese, ha auspicato maggiore impegno allo sviluppo delle infrastrutture vitali per l’Italia e accordi tra gli operatori della filiera.
«Una filiera alimentare troppa frammentata – come ha fatto rilevare il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – alla quale servono accordi di cooperazione e unità d’intenti nel promuovere i prodotti».

La preoccupazione trasuda dagli intervenuti, specie sul tema di nuove relazioni tra l’industria alimentare italiana e la grande distribuzione internazionale. Perché il pensiero è andato ai nuovi dazi minacciati da Trump, la Brexit altalenante, i falsi problemi di alcuni paesi Ue verso gli accordi con la Cina e le cosiddette ‘etichette a semaforo’ sui prodotti alimentari introdotte in Gran Bretagna e della cui applicazione a livello comunitario si sta interessando anche l’Ue.

Da sx De Castro-Auricchio-Giansaldi-Ferro-Prandini-Vacondio

Secondo Coldiretti, le ‘Traffic lights label’ boccerebbero senza motivo l’85% dell’eccellenza agro-alimentare Made in Italy, come Grana Padano, Parmigiano Reggiano, mozzarella, olio di oliva extravergine di oliva, il Prosciutto di Parma. «Un sistema di etichettatura senza fondamenta scientifiche – ha detto il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio – basato solo su una politica di marketing, che rischia di far passare il concetto che esistono cibi buoni e cibi cattivi e che sia sufficiente un bollino per definirli».
In merito alla “guerra commerciale” in corso tra Europa e Usa, il presidente di Ice Agenzia, Carlo Maria Ferro, ha detto che «Prima di tutto le imprese devono fare sistema tra loro sostenendo nuovi investimenti, in funzione di quel nuovo accordo bilaterale auspicato tra il Vecchio Continente e gli statunitensi, unica soluzione alla possibile crisi dei mercati, «Per evitare di farci del male a vicenda».

Troppe componenti del variegato tessuto dell’agroalimentare, agiscono in modo scoordinato nei rapporti coi mercati esteri. Ferro pensa a un’agenzia unica per l’internazionalizzazione del commercio come avviene da tempo in Francia e Ice Agenzia potrebbe ricoprire questo ruolo dirigente, grazie alla sua competenza e radicazione sui mercati.
Raffaele Borriello, dg Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), ha presentato uno studio sulle aziende agroalimentari del Mezzogiorno, realizzato in collaborazione con Fiera di Parma e Federalimentare. Dall’analisi fatta nel periodo 2015-2017 su 1.526 imprese alimentari con bilancio e fatturato superiore a 10 milioni di euro, è emerso che il fatturato delle industrie alimentari del Sud (+5,4%) è in crescita rispetto a quelle del Centro-Nord (+4,4%), sebbene solo il 23% delle aziende medio-grandi si collochi proprio nel Mezzogiorno, dov’è però dominante la presenza massiccia di imprese medio-piccole.

Se Cibus Connect è un salone delle eccellenze, tra queste ci sono i ‘Top 100 Prodotti Premium’, selezionati da una giuria tecnica, che si potranno vedere nello spazio Cibus Innovation Corner (Pad.6), dove sono esposti anche i prodotti premium delle maggiori etichette distributive nella grande distribuzione, come prodotti a marca Coop, Conad, Esselunga, Auchan, Carrefour, Selex, Despar, Pam, Crai, D.It, Sun.
Infine, a margine di Cibus Connect, è stato siglato un ‘Memorandum of Understanding’ tra Federalimentare, Cibus e FMI (Food Marketing Institute). Un importante momento di sinergia, che sarà rilevante nelle azioni di internazionalizzazione, in particolare con gli Usa.
Prossimo appuntamento sempre a Parma nel 2020, dove dall’11 al 14 maggio, ci sarà la XX edizione di Cibus, lo storico salone internazionale biennale dell’alimentazione.

 

Hanno portato la loro testimonianza gli operatori di quattro diverse realtà: Nikolay Yanev Head of Prime Now 3P Business Italy (divisione video di Amazon), ShunsukeOzaki EVP diHankyu Oasis Co., player giapponese della GDO, Ji Senior Marketing Leader di Hema, società di vendita al dettaglio di prodotti ortofrutticoli controllata del Gruppo cinese Alibaba e Roberto Comolli Direttore Generale di UNES – Il Viaggiator Goloso

L’Europarlamentare Paolo de Castro, primo vice presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo ha annunciato che una risposta arriverà presto, ma a livello europeo, non italiano.

 

Sito Web: http://www.cibus.it/

 

Testo e foto di Maurizio Ceccaioni
per Newsfood.com

 

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