Firenze – La Giunta regionale ha approvato le linee guida sugli inceneritori rivolte ai gestori e agli enti locali, il provvedimento giunge al termine di un lungo lavoro, iniziato
già dal settembre scorso e portato avanti in stretta collaborazione con Arpat.

L’obiettivo è quello di rendere più stringenti, accurati e uniformi i controlli sull’intero ciclo di termo-combustione contando sulla collaborazione delle aziende di gestione per
garantire ai cittadini informazioni certe, tempestive e continue sulla qualità dei fumi che escono dai camini degli 11 impianti di temo-combustione, di cui 8 a termovalorizzatori o
inceneritori a recupero energetico (ad Arezzo, Livorno, Castelnuovo Garfagnana, Pietrasanta, Pisa, Montale, Poggibonsi, ed a Reggello, dove si trova l’impianto privato dedicato ai rifiuti
speciali della Sims) e 3 inceneritori senza recupero energetico (quello pubblico di Rufina e quelli privati a Civitella in Valdichiana, per i rifiuti speciali Chimet, e Prato Baciacavallo per i
rifiuti speciali Gida), oggi in funzione in Toscana.

«Il provvedimento – spiegano il presidente Claudio Martini e l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini – si inserisce all’interno della strategia della Regione che, in linea con gli
indirizzi comunitari, mira a sviluppare un corretto ciclo di gestione del rifiuto che passi dalla riduzione, dal riciclo e dal recupero energetico della parte residuale».
Fermi restando infatti gli obiettivi generali di riduzione dei rifiuti e di implementazione della raccolta differenziata, con il target del 55% al 2010 previsto dal Piano Regionale di Azione
Ambientale, è indispensabile dettare precise indicazioni di comportamento per il trattamento di quella quota che va comunque avviata all’incenerimento.
«La Regione – continuano presidente e assessore – è in tal senso convinta che servano regole e comportamenti condivisi e rispettati da tutti i gestori, a partire da una maggiore
attenzione ai rifiuti in ingresso e dal monitoraggio sia delle emissioni, che deve avvenire in continuo, sia dell’ambiente circostante gli impianti. Quello che chiediamo è un salto di
qualità sull’intero ciclo di trattamento dei rifiuti avviati all’incenerimento ricordando che si tratta di un ciclo industriale complesso». Nelle linee guida vengono inoltre
ribadite le sanzioni già previste dalla legge regionale n.25/98 in particolare per quanto riguarda la inadempienza rispetto all’obbligo di informazione, pubblicità e divulgazione
dei dati sulle emissioni. Ai gestori viene chiesto di utilizzare a fini informativi anche monitor e pannelli aggiornati oltre che il Sistema informativo regionale ambientale (Sira) per inserire
i dati in tempo reale sul sito internet dell’Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.

La Regione, pur non imponendo nuove norme, persegue quindi una corretta e scrupolosa applicazione della normativa esistente. Presidente e assessore hanno sintetizzato il corposo documento
tecnico approvato, ricavandone 4 must a cui i gestori dovranno richiamarsi:
1) verificare attentamente i rifiuti in ingresso negli impianti di incenerimento
2) monitorare in continuo l’intero ciclo di gestione potenziando gli autocontrolli (temperatura, fumi, qualità ed efficienza dei reagenti e degli abbattimenti degli inquinanti…)
3) adottare manuali di gestione per ciascun impianto ed attenersi scrupolosamente a questi;
4) informare in maniera costante e tempestiva i cittadini sulla qualità delle emissioni
Le linee guida, valide sia nel caso di impianti vecchi che di impianti nuovi o di futura costruzione, sono state elaborate in collaborazione con Arpat partendo dall’analisi delle migliori
tecnologie presenti oggi in Italia (es. Brescia e Bolzano) e sono state concertate con le amministrazioni Provinciali. Dopo l’approvazione, saranno trasmesse a gestori ed enti locali, che
dovranno applicarle ed a farle rispettare.