Toscana, 23 Novembre 2007 – Saperne di più sugli incidenti stradali per mettere più in sicurezza le nostre strade e per intervenire più efficacemente in prevenzione,
è questo il senso del protocollo di intesa nazionale che, sottoscritto dall’Istituto nazionale di statistica, dal governo, dalla Conferenza delle Regioni e dalle associazioni nazionali
delle autonomie locali, ora ha voluto recepire anche la Regione Toscana.

La decisione, presa dalla giunta regionale su iniziativa del vicepresidente Federico Gelli, consentirà di predisporre entro 60 giorni un progetto sperimentale in merito
all’organizzazione delle attività di raccolta e sistemazione dei dati statistici sugli incidenti stradali.

«Un passaggio assolutamente non tecnico e che, al contrario, potrà avere ricadute importanti in termini di maggiore sicurezza sulle nostre strade», spiega Gelli, che
nell’ambito del governo regionale ha anche la delega ai servizi statistici. «Ci sono informazioni indispensabili per le attività di prevenzione che è doveroso tenere
costantemente aggiornate. Sapere per esempio non solo quanti incidenti avvengono, ma anche su quali precisi tratti stradali e in quali condizioni può sicuramente indirizzare al meglio i
nostri investimenti in sicurezza».
Su questo terreno la Regione Toscana si è attivata da anni, tanto che già nel 2003 ha firmato una convenzione con i comuni e le province per il monitoraggio
dell'”incidentalità” stradale attraverso la costituzione di un vero e proprio vero Sistema regionale integrato per la sicurezza stradale. Ora l’intesa recepita consentirà di fare
un nuovo salto di qualità in termini di completezza e tempestività dei dati.
In base a quanto risulta dall’ultima Relazione sullo stato della sicurezza, la Toscana occupa le prime posizioni nella graduatoria nazionale della incidentalità (numero incidenti per
mille veicoli circolanti): anche nel 2005 sono stati ben 19.940 gli incidenti stradali, con un aumento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Numeri che collocano la Toscana la terzo posto
dopo Liguria e Lazio.

Paolo Ciampi