Nell’incontro odierno presso il MIPAAF, dedicato ai prezzi al consumo del latte fresco, il Garante per la sorveglianza sui prezzi, Antonio Lirosi, ha informato che Istat rileva un tasso di
incremento in Italia di gennaio 2008 su gennaio 2007 del 8,7%.

Un aumento importante, ma sicuramente molto più contenuto di quello verificatosi in altri Paesi europei come Spagna, Francia e Germania, dove i rincari sono arrivati al 18%.

Nel commentare le rilevazioni ufficiali il Garante ha fatto presente che esiste una forte variabilità di prezzi, il che da un lato rassicura sul funzionamento della concorrenza e
dall’altro consente ai consumatori di trovare sul mercato latte fresco a prezzi contenuti, che in qualche caso si situano persino al di sotto di quelli dello scorso anno.
Il Garante ha anche criticato la non sempre corretta informazione su questo tema e soprattutto il frequente ricorso a statistiche «fai da te», prive di qualsiasi fondamento reale,
che rischiano di innescare fenomeni di ingiustificato allarme, se non addirittura di favorire tensioni inflattive.

Il Ministro De Castro, intervenendo all’incontro, ha ricordato la causa reale degli aumenti, legata ad eventi di portata mondiale, ed ha evidenziato che i controlli effettuati permettono di
affermare che non ci si trova di fronte a fenomeni di speculazione. Ha quindi illustrato quanto si sta facendo in sede europea per ristabilire maggiore equilibrio tra domanda e offerta,
incrementando sia la produzione di cereali che le quote latte.

«Le aziende hanno subito in quest’ultimo anno incrementi di costo davvero eccezionali – dichiara Franco Bonifazi, Presidente del Gruppo Latte Alimentare di Assolatte – da quelli della
materia prima a quelli dell’energia, dei trasporti e del costo del lavoro. Aumenti che non potevano certo essere interamente assorbiti delle imprese, che lavorano già con margini molto
limitati.»
A tutt’oggi non tutti i listini di vendita sono stati aggiornati e l’incremento medio è stato solo del 10% circa; un aumento molto contenuto, considerato che il solo costo della materia
prima si è incrementato di oltre il 30%. «L’industria italiana ha quindi già contribuito in modo importante a calmierare le tensioni derivanti dai fenomeni internazionali
che si sono ripercossi sulla filiera – ha concluso Bonifazi – ed accoglie l’invito del Governo a proseguire su questa strada.»

L’incontro è stato molto utile e costruttivo ed ha consentito di chiarire l’origine e la dimensione reale del fenomeno, escludendo che siano intervenuti aumenti indebiti dei prezzi.
Importanza fondamentale assumeranno nei prossimi mesi gli effetti delle misure comunitarie per calmierare i prezzi delle materie prime.