“Il futuro agroalimentare del Sannio: innovazione, sostenibilità e qualità” di questo si è discusso presso il Museo della tecnica e delle macchine agricole (Musa) alla
presenza di Guido Tampieri, sottosegretario al ministero delle Politiche agricole che ha parlato di una agricoltura ed un agro alimentare di qualità, capace di innovarsi, per mettere in
campo una serie di distintività. “Un prodotto che si differenzia e che vuole reggere la competizione sul mercato, non sulla leva dei costi di produzione e della dimensione aziendale –
spiega Tampieri – si deve basare sulla qualità e sulle specificità territoriali. Le prospettive dell’agricoltura sembrano buone: un fattore importante per l’affermazione sui
mercati mondiali è la distintività. L’agricoltura italiana ha un gap di carattere strutturale, incolmabile nel breve periodo che ci condanna a rimanere piccoli”. Per Tampieri, non
potendo competere sulla riduzione dei costi, “noi dobbiamo lavorare per quei cromosomi di distintività che sono in grado di rappresentare un valore nel commercio internazionale. Inoltre:
non basta avere buoni prodotti distintivi, è necessario portarli sul mercato: abbiamo obiettivi di carattere logistico e di carattere organizzativo da conseguire. Il nostro futuro
è la sperimentazione e la ricerca”.
Carmine Nardone, presidente della Provincia, invece critica duramente la spesa pubblica per l’agricoltura che è solo “consolatoria”, cioè interviene a sorreggere i settori in
crisi che non hanno competitività, senza occuparsi di investire a medio e lungo termine per superare le criticità. Per far questo – spiega Nardone – occorre invece lavorare sulla
ricerca scientifica, per produrre innovazioni senza indulgere nella globalizzazione e nella standaridizzazione dei prodotti: i nostri prodotti devono essere originali ed unici”.

Fonte: www.denaro.it