A marzo 2008, secondo le stime Eurostat, l’inflazione dei paesi della Unione Europea ha subito una accelerazione, salendo al 3,8%, rispetto al corrispondente mese del 2007, la spinta al rialzo
non è venuta solo dai prodotti alimentari ( 6,2%), ma ha avuto come protagonisti anche i prezzi di diversi servizi e prodotti, fra i quali i carburanti per i trasporti ( 14,5%) ed i
combustibili liquidi (36,1%).

La spinta inflativa – spiega Confagricoltura – sta toccando pesantemente diverse componenti strategiche dei fattori di produzione impiegati dalle imprese agricole nel processo produttivo. Sotto
questo profilo, l’agricoltura italiana si presenta in una posizione di maggiore debolezza nel contesto comunitario. Già da alcuni anni, si rileva un andamento negativo dei termini di
scambio fra i prezzi dei prodotti agricoli e quelli dei costi dei mezzi di produzione.

Nel 2007 il rapporto, prezzi/costi, secondo i dati diffusi dalla stessa Eurostat, è diminuito per l’agricoltura italiana del 3,2%, mentre è aumentato dello 0,7% per la media della
UE 27. Nel 2004 la diminuzione era stata anche più accentuata, toccando il 6,5%.

Il rialzo dei prezzi, preoccupa, quindi, Confagricoltura per il cumularsi di molteplici effetti negativi sui costi di produzione, che, per il 2008, sta investendo più pesantemente i
settori delle colture cerealicole, risicole e foraggiere ( 10%) e quello degli allevamenti ( 14%).