La Cia evidenzia il contributo dei produttori e denuncia gli aumenti che si registrano lungo tutta la filiera, soprattutto nel settore dell’ortofrutta (più 15 per cento rispetto al
2006). In media i listini alla produzione agricola sono scesi in media dell’1,5 e il 2,3 per cento nei primi cinque mesi del 2007.

La “forbice” tra i prezzi sui campi e quelli al dettaglio dei prodotti agroalimentari continua ad allargarsi. Da una parte abbiamo i listini alla produzione agricola che, nei primi cinque mesi
del 2007, diminuiscono media tra l’,1,5 e il 2,3 per cento, mentre i consumatori fanno i conti con aumenti sempre più marcati, visto che in giugno si sono registrati incrementi sugli
scaffali del 2,5 per cento (tendenziale). Rincari che per frutta e verdura hanno toccato livelli record (più 15 per cento in media rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), pur non
avendo alcuna giustificazione. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale, a commento dei dati Istat sull’inflazione a giugno, ricorda per i prodotti agricoli
all’origine quest’anno, fin dal mese di gennaio, è stato contraddistinto dal segno negativo.

E ciò dimostra -segnala la Cia- che il settore primario ancora una volta ha contribuito a frenare il costo della vita, anche se vanificato dai rincari che si verificati lungo tutta la
filiera sino alla tavola, come evidenziato dalla stessa indagine dell’Antitrust.

Purtroppo, anche in questa occasione, la discesa dei prezzi nelle campagne -avverte la Cia- non ha influito in positivo sul dettaglio agroalimentare, i cui aumenti sono tra i più alti
fra i settori presi in esame dall’Istat. Anche se rispetto al precedente mese di maggio, il settore ha fatto registrare un lieve aumento (più 0,2 per cento)

Per quanto riguarda i prezzi praticati sui campi, la Cia evidenzia che a determinare il “raffreddamento” è stato, soprattutto, il clima anomalo che ha alterato molti cicli vegetali, in
particolare per gli ortaggi e la frutta, generando evidenti squilibri sui mercati. Distorsioni che hanno avuto pesanti ricadute sugli stessi redditi degli agricoltori che in molti casi, proprio
per la sovrapproduzione, hanno venduto a prezzi “stracciati” o, addirittura, non sono riusciti a collocare il prodotto.

La Cia evidenzia che i cali dei prezzi all’origine riguardano soprattutto frutta e verdura che, nei primi cinque mesi del 2007, sono scesi, rispettivamente, dell’1,9 per cento del 3,8 per
cento. Ma anche in altri comparti si hanno decisi ribassi, come l’olio e il vino.

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