Influenza A. Perché le infezioni del passato la rendono meno pericolosa

Influenza A. Perché le infezioni del passato la rendono meno pericolosa

L’influenza A si sta rivelando meno aggressiva del previsto a causa di altre infezioni: queste colpendo la popolazione hanno generato una serie di anticorpi, validi anche contro il virus H1N1.

Lo afferma una ricerca del La Jolla Institute’s Centre for Infectious Disease, in California, diretta dal dottor Alessandro Sette (direttore dell’Institute) e pubblicata da “Proceeding of the
National Academy of Sciences”.

La squadra del dottor Sette ha compiuto una duplice analisi, studiando sia la struttura del virus H1N1 sia il sistema immunitario di alcuni anziani.

Il dottor Sette illustra così i risultati: “Abbiamo scoperto che il sistema immunitario e’ capace, in parte, di riconoscere alcune delle componenti del virus. Questo effetto, che abbiamo
riscontrato nelle persone più’ anziane, e’ probabilmente dovuto ad altre azioni virali, con cui i pazienti sono entrati in contatto prima di contrarre il virus H1N1. Sette spiega come
tale “schedatura” attuata dagli anticorpi fornisce protezione, sia dall’influenza A che da quella stagionale. In caso di contagio, la malattia e la convalescenza sono meno gravi e la
probabilità di complicazioni decresce.

Ma questo non deve far pensare ad una protezione totale e far dimenticare le precauzioni.

Conclude infatti Sette: “Tuttavia, il tasso di protezione dato da infezioni passate non e’ comunque sufficiente a rimanere al sicuro dall’H1N1” In particolare, “La vaccinazione dei gruppi a
rischio deve essere comunque portata avanti”.

Matteo Clerici

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