Roma/Dhaka, 21 maggio 2007 – Rimane seria la situazione dell’influenza aviaria in Bangladesh ed il paese dovrà impegnarsi in una campagna strategica di contenimento di lungo
periodo per riuscire a tenere sotto controllo la diffusione del virus H5N1, ha affermato oggi la FAO.

Il primo caso di influenza aviaria è stato ufficialmente denunciato in Bangladesh nel febbraio 2007, da allora il virus si è esteso in altri 11 distretti, su un totale di 64. Il
Bangladesh è il secondo paese asiatico ad essere colpito dal virus H5N1 quest’anno.

“Per rispondere ai recenti focolai, il governo e le autorità veterinarie sono intervenuti con tempestività nelle zone colpite, adottando tutte le misure di controllo e di
contenimento necessarie”, ha detto Joseph Domenech, Veterinario Capo della FAO.

“Ma ora è necessario incrementare ed estendere la campagna di controllo in corso per impedire che il virus si radichi nel paese. La situazione continua a destare preoccupazione e
richiede sia un impegno ulteriore da parte del governo, sia un sostegno coordinato a livello internazionale. Il Bangladesh ha tutte le possibilità per tenere il virus sotto controllo, ma
è necessario che si impegni in una campagna di sorveglianza a livello nazionale su larga scala. La FAO è pronta a continuare a fornire la propria assistenza, ma saranno essenziali
ulteriori aiuti per aiutare il paese a vincere questa grande sfida”, ha continuato Domenech.

Approccio strategico

La FAO raccomanda di adottare un approccio strategico per il controllo del virus, e di far sì che vi sia un coordinamento efficiente tra tutte le attività di controllo svolte
dagli oltre 60 team distrettuali di risposta rapida. Questo implica la centralizzazione delle attività e della gestione della campagna da parte di un organo nazionale con sede a Dhaka.

Occorre capire con esattezza le modalità con cui il virus si è diffuso. Secondo la FAO si dovrebbe indagare meglio su una possibile diffusione lungo la catena commerciale, per
esempio tramite la raccolta delle uova e la vendita di pulcini di un giorno e di mangimi.

Nelle zone colpite è consigliato un abbattimento su larga scala dei volatili, si devono tenere strettamente sotto controllo gli spostamenti di persone, animali e cose e vanno adottate
basilari misure igieniche e di biosicurezza (disinfezione, igiene, indumenti protettivi ecc.) nei posti di macellazione e nei mercati di animali vivi. È consigliata inoltre anche una
vaccinazione mirata. La capacità degli attuali laboratori veterinari dovrà però essere incrementata per consentire la diagnosi precoce dei possibili nuovi casi.

In aggiunta ai programmi di riabilitazione esistenti che vengono offerti ai contadini, la FAO consiglia di sviluppare un piano più complessivo che incoraggi i contadini a denunciare i
nuovi casi e minimizzi l’impatto che le misure di controllo possono avere sui produttori. In questo senso sono necessarie campagne di sensibilizzazione per informare produttori e
consumatori su come proteggersi e ridurre i rischi che il virus si diffonda.

Rafforzare le strutture esistenti

In Bangladesh esiste una fitta rete di servizi di salute animale a livello distrettuale e sotto-distrettuale che può essere utilizzata per diffondere i programma di sorveglianza e di
controllo, occorre tuttavia rafforzarne la capacità .

Secondo una recente missione della FAO in Bangladesh, il paese deve anche rafforzare le sue attività di sorveglianza degli allevamenti, inclusi quelli a livello familiare, e dei mercati
all’aperto, per consentire che il virus sia identificato ad uno stadio precoce e si possa intervenire immediatamente.

L’Asian Development Bank, l’USAID ed il Fondo Speciale per le attività di emergenza e riabilitazione della FAO (SFERA), a cui hanno contribuito diversi donatori, hanno
già fornito risorse per assistere il Bangladesh. La FAO ha dato il proprio aiuto al governo nell’organizzare la risposta alla crisi ed è nel processo di creare un team di
esperti nazionali ed internazionali che sosterranno il Bagladesh a rafforzare la sua capacità di controllo dell’virus H5N1, ha detto Ad Spijkers, rappresentante della FAO in
Bangladesh.

Si stima che in Bangladesh vi siano oltre 220 milioni di polli e 37 milioni di anatre. L’industria avicola dà lavoro diretto ad oltre cinque milioni di persone e milioni di
famiglie fanno affidamento sulla produzione avicola come fonte di nutrimento e di reddito.

www.fao.org