Il MiPAAF, in data 27 Novembre 2006, in risposta ad una specifica richiesta proveniente da Federbio, ha precisato che le modalità con cui il Ministero rilascia le autorizzazioni
all’impiego di prodotti non biologici nella fabbricazione di alimenti trasformati certificati come biologici seguono le disposizioni di cui al regolamento CEE 207/93, norma vincolante in
materia.

A fronte della lamentata presenza in sede comunitaria di ingredienti non biologici autorizzati a seguito di valutata indisponibilità degli stessi come “biologici” (laddove invece secondo
Federbio in Italia gli stessi ingredienti sarebbero reperibili e perfettamente conformi alle regole di produzione del regolamento 2092/91), il Ministero risponde che l’autorizzazione in deroga
concessa dai singoli Stati deve seguire un preciso procedimento che prevede altresì la preventiva notifica della richiesta a ciascun altro Stato membro; è in tale fase
procedimentale che l’Italia si sarebbe dovuta inserire obiettando la reperibilità sul mercato dell’ingrediente prodotto con metodo biologico e pertanto l’impossibilità di
concedere la citata autorizzazione all’impiego.

Tanto rilevato, peraltro, il MiPAAF precisa altresì che non è possibile per un organo ministeriale avere costantemente il polso della situazione, per cui si auspica l’ausilio in
tal senso degli organismi di controllo, più presenti sul territorio e maggiormente consapevoli della realtà della produzione biologica.

Le informazioni relative alle richieste di autorizzazione in deroga sono pubbliche e liberamente consultabili (c.d. Sistema O.F.I.S.).

Infine, il Ministero precisa che comunque, a livello interno, non vi è mai stato un “abuso” di autorizzazioni, tanto che l’unico ingrediente ritenuto irreperibile come biologico -e come
tale autorizzato in deroga- è stato il pepe verde, autorizzato peraltro solo fino al 31.12.2005. (fonte: ICEA)