L’Inpdap ha fornito chiarimenti in merito alla riscossione della pensione per coloro che risiedono all’estero, specificando che, al momento del trasferimento, possono scegliere di riscuotere la
propria pensione nello Stato in cui si richiede la residenza o di mantenerne il pagamento in Italia.

I pensionati che intendano richiedere la riscossione all’estero devono presentare apposita richiesta alla propria sede Inpdap (provinciale o territoriale) in modo che questa possa trasferire la
partita di pensione all’Ufficio Pensioni Estero della Sede territoriale Roma 4.

L’Inpdap, inoltre, ha specificato che:
– chi si trasferisce in uno dei paesi dell’Unione monetaria europea (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna) può
chiedere l’accreditamento della pensione su conto corrente bancario o postale estero o l’emissione di un assegno bancario in Euro.
– Per coloro che già risiedono o che intendono trasferirsi in Slovenia (che dal primo gennaio 2007 è membro dell’Unione Monetaria Europea) il pagamento della pensione, già
in Euro, proseguirà ancora per qualche mese attraverso l’ambasciata e il consolato, in attesa che l’Inpdap completi le procedure per consentire l’accreditamento diretto della
pensione.
– chi stabilisce la propria residenza in uno stato al di fuori dell’Unione monetaria può contattare via e-mail l’Ufficio Pensioni Estero ([email protected]) per avere
informazioni sulle modalità di riscossione della propria pensione.

Coloro che intendano riscuotere la pensione in Italia, invece, possono richiederne l’accreditamento su un conto corrente bancario o postale, indicando il domicilio di residenza (cui l’Inpdap
inoltrerà tutte le comunicazioni).
Per quanto riguarda il trattamento fiscale negli Stati esteri, invece, l’Istituto ha precisato che l’Italia ha stipulato accordi bilaterali con un grande numero di Paesi per instaurare un
trattamento fiscale unitario.

Da quest’anno (e per il 2008 ed il 2009), inoltre, i pensionati residenti all’estero possono usufruire delle detrazioni per i carichi di famiglia se non sono titolari di un reddito complessivo
superiore a 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili) e se non sono già beneficiari di agevolazioni fiscali connesse ai carichi di famiglia nel Paese di residenza.