Il 28 febbraio 2008 si è tenuta la seduta di insediamento della Commissione unica sui dispositivi medici, nella nuova composizione prevista dal decreto ministeriale di ricostituzione
datato 7 febbraio 2008.

L’organo collegiale, che fu istituito dalla legge 289 del 2002, ha assunto una crescente rilevanza nelle funzioni di «governo» nel campo dei dispositivi, divenendo organo di
consulenza dell’Amministrazione per tutte le questioni tecniche riguardanti questo specifico settore e, più recentemente, assicurando supporto per l’adozione dei provvedimenti previsti
dalle disposizioni della legge finanziaria 2007, che stabiliscono la fissazione di «prezzi di riferimento» da utilizzare come base d’asta per le forniture del Servizio sanitario
nazionale.

Nel proprio messaggio rivolto alla Commissione il Ministro della salute, impossibilitato a partecipare personalmente alla seduta, ha sottolineato la rilevanza e la delicatezza dei compiti della
CUD, dicendosi certa che la stessa saprà essere di grande aiuto per l’Amministrazione anche nel nuovo compito, indicato dal Parlamento in un ordine del giorno approvato il 20 febbraio,
di individuare, sentite le associazioni delle imprese, strumenti di risparmio alternativi ai «prezzi di riferimento», più adeguati alle caratteristiche del settore.

Nella stessa giornata del 28 febbraio la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via all’adozione di due importanti provvedimenti in materia di dispositivi medici.
Il primo è uno schema di decreto del Ministro della salute recante «Modifiche ed aggiornamenti alla Classificazione nazionale dei dispositivi medici», volto a migliorare ad
adeguare al progresso tecnico e alle nuove realtà del mercato la classificazione approvata con D.M. 20 febbraio 2007 che, sulla base di una specifica previsione di legge, ha inquadrato
tutti i dispositivi in «categorie», distinte, essenzialmente, per distretto anatomico di interesse o per metodica clinica di utilizzo (ad esempio: «dispositivi per apparato
cardiocircolatorio»), a loro volta suddivise in «gruppi» anatomico-funzionali (ad esempio: «dispositivi per apparato artero-venoso»), che si articolano in
«tipologie» (ad esempio: «cannule per accesso arterioso»).

L’aggiornamento previsto dal nuovo decreto è stato elaborato, così come l’originaria classificazione, dalla Commissione unica sui dispositivi medici.
Il secondo provvedimento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni riguarda la determinazione dei «prezzi di riferimento» di alcuni importanti tipi di dispositivi medici: dispositivi
per cardiochirurgia, trocar e strumentazione per chirurgia mini-invasiva).