#InstaFood a Palermo un ristorante da segnare in agenda

#InstaFood a Palermo un ristorante da segnare in agenda

#InstaFood a Palermo un ristorante da segnare in agenda

Testo e foto
Maurizio Ceccaioni

Per arrivarci dal centro di Palermo, ci vogliono pochi minuti di strada, però, per chi qui non c’è nato, specie col buio può sembrare più lontano. Il ristorante-Pub è l’Insta-Food di via Padre Rosario da Partanna 18. La zona è quella di Pallavicino, non distante da Mondello.

 

Panoramica sala principale

Entrando nel locale, a quell’ora poco affollato, ci accoglie il sorriso di Virginia, che venendoci incontro ci fa accomodare a uno dei tavoli per gustare le loro specialità, che devo dire, ne vale proprio la pena.

A gestirlo, Dario Purpura e Virginia Derelitto, una coppia di 34enni che sei anni fa presero questi locali per farne il loro ristorante dei sogni. Il locale è molto ampio e ben tenuto, «Ma all’inizio era tutt’altra cosa – dice Virginia mentre ne fa la storia – e lo abbiamo riorganizzato e restaurato completamente». Con un tocco di classe e allegria, con i colori vivaci del pennello del giovane pittore palermitano di origine iraniana, Ramon Hamidi, con le sue tele a tecnica mista olio e tempera, collocate un po’ dovunque. Oltre che le ampie vetrate, un capiente parcheggio allevia il pensiero di dove lasciare la macchina quando si va fuori a mangiare.

 

Dario Purpura e Virginia Derelitto -In basso opera di Ramon Hamidi

Dario, un giovanottone di 198 centimetri di altezza ed ex giocatore di pallacanestro, è l’eccellente re della cucina. Virginia è invece l’organizzatrice, l’occhio vigile della sala, quella che gestisce la contabilità e non dispensa il rapporto affettuoso, quasi familiare coi clienti, che spesso fanno molta strada per andare a trovarli.

Dal loro racconto, di sacrifici ne hanno fatti tanti da quando, giovani ventenni, decisero di fare un passo che poteva sembrare più lungo della gamba. Ma con tanto sacrificio, professionalità e amore per la loro attività e la clientela, hanno superato i momenti più difficili. Anche grazie all’arrivo del piccolo Vittorio, il vero “direttore di sala”, che vedi girare educatamente tra i tavoli, come se conoscesse tutti i presenti.

«Il nostro motto – dice Virginia – è che nella vita non si può fare ciò che amiamo, ma bisogna amare quel che si fa».

Antipasti vari

Nel ristorante-pub c’è anche la parte pizzeria, gestita da Tony, pizzaiolo doc iscritto alla Fip (Federazione italiana pizzaioli). Lui la pasta, fatta con farine dei grani antichi siciliani, la fa lievitare 72 ore, come si usava una volta.

Nel fine settimana, per i più giovani e i nostalgici degli anni 60-70, c’è anche una sala esterna dedicata al karaoke. Ma parlando esce fuori pure che ogni due mesi circa, organizzano una serata per i cuori solitari: il Single Days e la prossima è prevista per il prossimo 7 novembre.

Una serata a luci soffuse e musica d’atmosfera, che comincia con il cocktail di benvenuto e finisce spesso con lo scambio del numero di telefono. Sono ammessi tutti, dai 18 anni in su, ma sono in maggioranza i single 40/45enni a chiedere di partecipare alla serata. Si socializza, si fanno giochi di società, si canta e balla, si formano coppie.

Ma principalmente si gustano le portate preparate per l’occasione da Dario. Poi, come dice il proverbio, ‘Aiutati che Dio ti aiuta’.

Portate varie

Pranzo e cena per tutte le tasche, ma sempre di livello alto. Tra i diversi antipasti assaggiati, involtini di melanzane, arancinette carne e burro, involtini di sarde ripieni ripassati col pangrattato; panelle alla palermitana, caponatina e zucca fritta. Poi un delizioso calzone ripieno “mare e monti”, con un ardito ma piacevole accostamento tra mortadella e gamberetti.

Per primo c’è stato un assaggio sostanzioso di pasta aglio, olio e peperoncino con una spolverata di ‘muddica atturrata’, cioè mollica di pane abbrustolita, molto usata nella cucina siciliana. A seguire, un risottino con crema di asparagi, calamari e gamberetti.

 

Piatti vuoti e polpo alla tunisina pronto per coltello e forchetta

A questo punto ci saremmo fermati dopo aver degustato l’ultimo goccio di Syrah o Grillo Terre siciliane Igt, ma l’implacabile e gentile cameriere si è presentato con un polpo alla tunisina che aspettava solo di essere mangiato.

Però, quando è ritornato accennando a una “fritturina” di mare quasi in cottura, pur se a malincuore abbiamo detto stop! Anche perché ci avevano parlato di dolci vari a cui sarebbe stato veramente duro desistere dall’assaggio.

Non conoscevo questo ristorante, ci sono andato accompagnato da amici, e devo dire che mi ha fatto un’ottima impressione, anche se – data la stagione e l’ora in cui siamo arrivati – non c’era molta gente.

Loro non sapevano che noi eravamo giornalisti del settore, per questo è stato estremamente piacevole aver passato un paio d’ore in compagnia di bella gente, gustando un’ottima variazione di portate a cui non ho saputo, ahimè, resistere.
Un consiglio da non palermitano amante del buon cibo? Provare per credere.

 

Testo e foto
Maurizio Ceccaioni
Newsfood.com
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