Il presidente della Cia Giuseppe Politi, nella riunione a Palazzo Chigi, pone l’accento sull’esigenza di politiche mirate e propulsive per rafforzare la nostra presenza sui mercati
mondiali. Prevedere la figura dell’addetto agricolo in ogni ambasciata all’estero.

“Emerge sempre più l’esigenza di rafforzare gli strumenti di servizio e di supporto all’internazionalizzazione delle aziende, soprattutto quelle piccole e medie. La
proiezione internazionale del nostro sistema agroalimentare è, quindi, una priorità da sostenere e sviluppare. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana
agricoltori Giuseppe Politi al Tavolo sull’internazionalizzazione delle imprese a Palazzo Chigi.

Nel sottolineare che le altre due priorità per lo sviluppo del “made in Italy” agricolo sono rappresentate dal rafforzamento delle relazioni di filiera e dell’impresa
professionale, Politi ha rilevato che “nel 2006 l’export agroalimentare è cresciuto soprattutto nei comparti ad alto valore aggiunto e che si sono colte così le
opportunità della forte ripresa del commercio internazionale. La concorrenza sui mercati tradizionali ed emergenti non viene, però, solo dai nuovi paesi produttori ed esportatori,
ma dagli stessi partner europei. Non tutte le soluzioni rientrano nella nostra disponibilità di fare. Tuttavia, gli spazi di iniziativa del legislatore nazionale e regionale sono
notevoli. Da qui l’esigenza di percorrere una strada ben precisa e tesa a dare nuovo slancio e vigore ad un’impresa sempre più proiettata sui mercati internazionali”.

Il presidente della Cia ha proposto una serie di azioni. “Occorre, innanzitutto, dare assistenza e sostegno legale alle aziende orientate al mercato estero contro le falsificazioni e
l’uso improprio di marchi e denominazioni e per facilitare l’adozione e contrastare l’uso improprio delle norme sanitarie e tecniche. A questo si deve affiancare una politica
di promozione delle nostre produzioni non episodica e frammentata in mille rivoli istituzionali”.

“C’è, inoltre, bisogno -ha sottolineato Politi- di una ristrutturazione degli strumenti deputati alla internazionalizzazione ed alla promozione, ad iniziare dalle
società ‘Buonitalia’ ed ‘Isa’ che devono divenire agenzie più snelle, efficaci e partecipate dal mondo delle imprese”.

“E’, comunque, indispensabile -ha rimarcato- una forte aggregazione dell’offerta e un miglior collegamento con la distribuzione organizzata sia italiana che estera al fine di
far arrivare negli scaffali i nostri prodotti”.

Infine, il presidente della Cia ha posto l’accento sulla necessità “di rafforzare l’azione delle rappresentanze commerciali nei paesi emergenti, integrandole il
più possibile con le Ambasciate, anche prevedendo la figura dell’addetto agricolo”.

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