Intervista a Colombo Clerici: “Si straparla della Torino Lione e ci si dimentica di AlpTransit”

Intervista a Colombo Clerici: “Si straparla della Torino Lione e ci si dimentica di AlpTransit”

“Mentre l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica è tutta concentrata sulla Val di Susa e sui suoi problemi di ordine pubblico, si è dimenticato che parte cospicua dello
sviluppo economico del Nord Italia e in particolare della Lombardia dipende dal completamento di Alptransit, il nuovo collegamento ferroviario Rotterdam-Genova, uno dei progetti prioritari
dell’Unione Europea.

In sintesi. Circa 20 anni fa la Svizzera diede il via ad un imponente programma di nuovi trafori ferroviari per l’attraversamento delle Alpi, di alta capacità e di alta velocità,
in direzione nord-sud chiamato AlpTransit, del costo di 20 miliardi di euro.

Convinzione generale di governanti ed esperti europei è che: lo sviluppo si consegua con il più rapido trasferimento di merci e persone; che nella parte centrale del Continente,
quella di gran lunga più avanzata e produttiva (uno dei cardini è la Lombardia) l’asse Rotterdam-Genova destinato a mettere in più efficace contatto i due mari – del Nord e
Mediterraneo – sara’ quello che registrerà il maggiore sviluppo.

A fronte di una riduzione del traffico merci transalpino pari a 650.000 Tir l’anno si prevede che già nel 2019 l’infrastruttura ferroviaria sarà in grado di assorbire circa
1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato, in aggiunta alle 900.000 dell’anno pre-crisi, il 2008.

Naturalmente la nuova linea ferroviaria, per essere completata, necessita di grandi opere in Italia: altrimenti, fermandosi l’infrastrutturazione a Lugano, si ridurrebbe grandemente il suo
effetto, ma soprattutto si perderebbero i notevoli benefici che l’opera stessa potrebbe arrecare a Lombardia e Liguria e, per esteso, all’intero Paese.

Infatti i governi italiani e quelli regionali si erano espressi nel tempo con entusiasmo, promettendo i necessari finanziamenti.

Ma, mentre la Svizzera si metteva al lavoro (realizzando nel 2007 il nuovo traforo del Loetschberg sulla linea del Sempione e prossimo completamento del Gottardo – la più lunga galleria
ferrovia del mondo, 57 chilometri – e del Monte Ceneri, 17 chilometri); da parte italiana si sono prodotti quintali di carta di progetti e qualche opera minore.

Fondamentale invece sarebbe provvedere all’adeguamento della linea Chiasso Milano (quadruplicamento dei binari fino a Monza), ed alla realizzazione di interporti, di scali merci, di
collegamenti minori e di quant’altro.

I governi italiani hanno assicurato miliardi di euro di finanziamenti (in parte europei) per lo sviluppo del Brennero e della Torino-Lione, la cui utilità viene messa sempre più
in discussione.

Per la linea del Gottardo silenzio, tanto che si teme un tacito abbandono del progetto, almeno per i prossimi anni.

Nonostante il 26% del commercio estero italiano, pari a 186 miliardi, riguardi scambi con quattro paesi lungo quest’asse, Belgio, Germania, Olanda e Svizzera.”

Redazione Newsfood.com+WebTv

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