Intervista a Mario Preve, Presidente Riso Gallo

Intervista a Mario Preve, Presidente Riso Gallo

Una domanda su un argomento di stringente attualità: la siccità. E’ di qualche giorno fa un’affermazione del direttore dell’Istituto Sperimentale per la
cerealicoltura di Vercelli che “faranno crescere il riso all’asciutto”. Crede che la sommersione possa diventare una pratica da abbandonare?

Contrariamente a quanto si pensa, è provato che la coltivazione in sommersione richiede meno acqua della coltivazione all’asciutto. Per cui sono personalmente dell’idea che la
coltivazione all’asciutto diminuirà e si riprenderà con quella in sommersione.

Considera importante per il riso italiano avere un riconoscimento comunitario, dop o igp?

Sì. E la pratica è avviata: Riso IGP VALLE DEL PO. Il riconoscimento è importante perché è un riconoscimento per tutto il riso italiano. Quelli locali sono
di difficile attuazione.

Quanto è importante la qualità?

La qualità è tutto. Sempre di più il consumatore richiede prodotti di qualità.

Come garantite la rispondenza della varietà indicata sulla confezione con quella del contenuto?

L’Ente Nazionale Risi ha la responsabilità ed il controllo che le leggi vengano rispettate. Il sistema più sicuro però è quello di acquistare una marca
importante. La marca è la miglior garanzia di qualità e di rispetto della legge.

La Riso Gallo esporta in Cina il riso italiano, si tratta di riso Bianco o di riso pronto? Quale e’ secondo lei la ragione di questo successo?

In Cina esportiamo sia riso bianco (Arborio e Carnaroli), che riso pronto. Per parlare di successo è ancora presto. Il nostro lavoro oggi è quello di far conoscere il risotto
ai cinesi. Se la metà dei cinesi mangiassero un risotto all’anno…….!!

Lei ha affermato che: “per vendere non basta più puntare alla distinzione tra le varietà, ma la nuova frontiera e’ la finalità d’uso”. Le aziende
che stanno puntando sulla distinzione delle varietà saranno escluse dal mercato?

No. Non è che le varietà spariranno. Resteranno le più conosciute. Una certa percentuale di consumatori è fedele alle varietà; un’altra, in aumento,
preferisce la destinazione d’uso.

Tra le attività della Riso Gallo c’e’ un’azienda sementiera per ricerca e sviluppo. Quindi la Riso Gallo acquista il cereale da agricoltori che utilizzano le vostre
sementi?

Sì, circa l’80% della materia prima che acquistiamo è coltivata con sementi nostre. Questa è una garanzia di qualità

Ed ancora tutti i risi a marchio Riso Gallo sono coltivati in Italia?

Sì, oltre il 95% è coltivato in Italia. Solo il Basmati viene dall’India ed il Rosso dalla Camargue

Ho notato che sulle Ricette della Guida Gallo viene indicato, ad esempio, Carnaroli del Pavese Gran Riserva oppure Arborio del Pavese. Questa indicazione vuole essere un avvicinamento alla
richiesta del riconoscimento comunitario oppure perche’, come per il vino, sono importanti le caratteristiche del terreno ed il microclima?

Con il Carnaroli Gran Riserva ed i risi del Pavese e della Lomellina stiamo facendo come per il vino.

Cosa ne pensa del riso invecchiato? Quale e’ la differenza tra un riso invecchiato ed uno non?

Il nostro Carnaroli Gran Riserva è invecchiato. Abbiamo notato che il riso, come tutti i cereali, continua a maturare anche dopo che è stato raccolto.In India, paese importante
produttore di riso, vi sono delle tribù che per tradizione acquistano un sacchetto di riso quando nasce un figlio maschio. Lo mangeranno quando si sposa! e Loro sono certamente degli
esperti di riso.

Si sente un buongustaio? La sua ricetta, di riso ovviamente, che preferisce?

Importante è cambiare ricetta. Comunque tutte le varianti del risotto sono ottime. Un esempio è la Guida Gallo. L’importante è che sia Gallo!

Qualche informazione sull’azienda:
Produzione : RISP: 1.200.000 quintali di risone
% vendite Italia
% export e verso quail paesi RISP: esportiamo circa il 25% in 55 Paesi

Piera Genta

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