Angelo Galeati, AD Sabelli,L’azienda Sabelli è nata agli inizi dello scorso secolo: il fondatore Archimede Sabelli collaborava con il padre Nicolangelo alla gestione di una piccolissima attività casearia. La piccola impresa negli anni ’50 iniziò a svilupparsi sino a divenire un’importante riferimento nazionale in campo alimentare, con un forte legame – che mantiene tutt’ora – con il territorio e le comunità locali. Oggi nella gestione della Sabelli Spa, la cui sede dal 1977 si trova ad Ascoli Piceno, sono impegnati le figlie, i generi ed i nipoti di Archimede. Ad Angelo Galeati, uno dei nipoti, AD Sabelli Spa e Presidente del Gruppo Mozzarella di Assolatte, rivolgiamo alcune domande per comprendere la storia di un’impresa che, come spesso accade in Italia, è innanzitutto espressione della passione per il proprio lavoro di un’intera famiglia.  

Intervista al dott. Angelo Galeati AD Sabelli Spa

Sabelli è una delle più grandi industrie casearie italiane, in voi c’è più innovazione o più tradizione?
Sembra una frase fatta ma innovazione e tradizione si sposano perfettamente. Sabelli è nata negli anni Venti del secolo scorso, quando il mio bisnonno ha iniziato a fare formaggi a pasta filata mozzati a tocchetti, le mozzarelle. In questi 90 anni la crescita è stata innarrestabile; l’azienda si è ingrandita, ha innovato la produzione e aumentato la gamma dei prodotti. Il bisnonno vendeva mozzarelle e ricotte porta a porta oggi Sabelli esporta a Dubai prodotti freschi, ma siamo rimasti un’impresa familiare nel senso che non abbiamo mai dimenticato la passione per questo mestiere.

Mozzarella SabelliControllo della filiera, legame con il territorio, business sostenibile, cosa sono queste parole per voi?
Per prima cosa non sono solo parole. Abbiamo un forte legame con il territorio, dovuto anche al fatto che conosciamo le singole fattorie dalle quali ci riforniamo. Raccogliere il latte sul Gran Sasso è più costoso ma il latte è migliore perchè le mucche pascolano liberamente e non sono nutrite a mangimi con additivi chimici.

Cosa significa avere prodotti artigianali?
Significa essere innovativi e al passo con i tempi (o alle volte anticiparli) e, allo stesso tempo, mantenere dove è possibile le procedure manuali tradizionali nella lavorazione dei latticini. Così nel nostro stabilimento accogliamo ancora le ricotte a mano, richiudiamo a mano le burrate,…. Usare le mani significa usare il cuore.

I vostri consumatori possono stare traquilli quindi?
Quello che vogliamo per i nostri consumatori è la qualità, perchè a noi per primi piace mangiare formaggi buoni! A garanzia del consumatore ci sono anche le certificazioni di qualità ISO 9001 e ambiente ISO 14001, che permettono di ricostruire ogni fase della lavorazione con un processo controllato lungo la filiera produttiva.

In quest’ultimo anno avete aumentato l’export, cosa piace all’estero?
All’estero è molto apprezzata la mozzarella, simbolo della gastronomia italiana (anche perchè si utilizza nella pizza, altro simbolo Made in Italy), ma anche burrata e ricotta. La burrata, insieme alla stracciatella, sta vivendo un buon momento sulle tavole, italiane in primis.

Qual è l’ultimo prodotto nato in casa Sabelli?
Proprio una burrata, la Burratina Fior di Gran Sasso che ha visto la luce qualche mese fa. Il formato da 125 gr è più piccolo per far sì che sia consumata tutta una volta aperta, perchè così mantiene intatte le sue caratteristiche: freschezza, dolcezza del gusto, delicatezza al palato.

Qual è la prossima novità che dobbiamo attendenderci dalla Sabelli?  
La novità per il consumatori sarà il rinnovamento del packaging dei prodotti: tutti i prodotti da libero servizio  saranno riconoscibili per la confezione su fondo blu e la denominazione di origine “Fior di Gran Sasso”.

Possiamo dire che il futuro della Sabelli Spa è sempre più “green”?
La Green Strategy aziendale è una sostenibilità a tutto tondo. In azienda risparmiamo grandi quantitativi d’acqua potabile (da 80 mila a 180 mila litri l’anno), perchè per i lavaggi industriali utilizziamo l’acqua ricavata dal siero del latte, e produciamo energia elettrica con pannelli fotovoltaici. Nel 2015 raddoppieremo la superfici dedicata al fotovoltaico per produrre il 30% dell’energia annuale necessaria, e nel 2016 ultimeremo il cogeneratore per la produzione di energia elettrica e calore. Senza contare che stiamo sostituendo le vecchie lampadine a incandescenza con lampade a led.

Rinnovo del packaging, nuovi prodotti, attenzione al risparmio energico, si può dire che la Sabelli non si ferma e guarda al futuro con ottimismo?
Ricerca e innovazione sono nel nostro DNA. Basti pensare che proprio la Sabelli quasi vent’anni fa inventò per prima i bocconcini di mozzarella da 15 gr, le mozzarelline che oggi tutti producono.

Il consumatore dove trova i vostri prodotti in Italia?
In tutto il territorio nazionale, e, grazie  agli accordi tra il network logistico di Sabelli Distribuzione Srl e i grandi marchi della GDO, arrivano sempre freschi.

Redazione Newsfood.com