Torino,  27 novembre 2017

ESISTE UNA INTOLLERANZA ALIMENTARE LEGATA AL VINO?

Sebastiano Ramello intervista il Dott. EUGENIO FRANZERO nutrizionista ed esperto di intolleranze alimentari.

Dott. Eugenio Franzero

Premessa di Sebastiano Ramello:
Il Dott. Eugenio Franzero è un nutrizionista, esperto di intolleranza alimentare legata al vino.

La mia passione e professionalità nel mondo internazionale del vino, in questi ultimi anni, grazie anche alla mia ricerca specifica sull’intolleranza alimentare legata al vino, mi ha portato a incontrare diversi enologi, ma anche medici, neurologi e nutrizionisti coi quali discutere questo, sempre più importante, argomento; l’intolleranza alimentare è legata non solo agli alimenti solidi ma anche ai liquidi come il dolce nettare degli dei che ogni italiano ama avere sulla tavola. E grazie a questi incontri, oggi mi trovo nello studio di Torino del Dott. Eugenio Franzero che da anni porta avanti studi sull’argomento.
Sebastiano Ramello

Dott. Franzero può spiegare ai nostri lettori cosa si intende per intolleranza alimentare e quale è la vera differenza tra intolleranza e allergia?

Le intolleranze si definiscono come “reazione avversa ad un alimento senza reazione immunitaria “, dentro queste parole è già spiegata la differenza sostanziale tra intolleranze ed allergie: nelle prime si ha una risposta del sistema immunitario cellulare, ovvero si attivano i leucociti, mentre nelle seconde avviene una reazione di carattere immunitaria, ovvero produzione di immunoglobuline.
Anche da un punto di vista clinico, semplificando, possiamo dire che le manifestazioni delle intolleranze sono più sfumate, ma persistenti nel tempo, mentre nelle allergie i sintomi sono spesso violenti, ma di minor durata.

Quali sono le principali, e probabilmente più conosciute, intolleranze alimentari? 
 
Le più note sono l’intolleranza al glutine o meglio la malattia celiaca e il deficit delle lattasi ( cosiddetta intolleranza al lattosio ), aggiungo anche l’intolleranza all’istamina o istaminosi, quasi sconosciuta al grande pubblico, ma  assai frequente sia nella forma genetica, che in quella acquisita,di difficile valutazione e diagnosi.
Altre intolleranze relativamente frequenti sono quelle a uova, solanacee, composite.

Si può parlare anche di intolleranza alimentare correlata al vino? 

Assolutamente sì, il vino può essere fonte di intolleranze: intolleranza all’uva, assai rara, ai solfiti ed in particolare intolleranza all’istamina.
A tal proposito in collaborazione con il gruppo LOW HISTAMINES abbiamo condotto uno studio specifico sull’uso di vini senza istamina (inferire a 0.5 microgrmmi /litro) contro vini normalmente in commercio (istamina superiore mediamente a 8-9microgammi/ litro) dove abbiamo dimostrato una correlazione clinica tra elevati livelli d’istamina nel vino e comparsa di cefalee, colite e rush cutanei, verificando che l’uso dei vini riconosciuti Low Histamines non conduce alla comparsa dei sintomi.Da anni ormai si parla di istaminosi, di cosa si tratta, e quali sono i sintomi correlati?La diagnosi di istaminosi (Intolleranza alimentare alle istamine) è assi complicata, come prima cosa possiamo dire che in  realtà le forme di istaminosi sono due: genetica, circa 1% della popolazione, ed acquisita (dal 10 al 15 % della popolazione).
Nel primo caso un deficit genetico impedisce ad un enzima (DAO ) di disgregare l’istamina assunta, qui la diagnosi può essere effettuata con un test del dna, nel secondo caso si tratta di un accumulo legato ad assunzione di alimenti ricchi di istamina (vino, formaggi stagionati, prodotti conservati) od istamino liberatori (cioccolato, fragole) e la diagnosi è fondamentamentalmete clinica ed anamnestica.
In entrambi i casi il risultato finale è un livello tale di istamina che porta alla comparsa di sintomi quali cefalee, coliti, scariche diarroiche, rush cutanei, orticaria, spesso a carattere cronicizzato.

Un paziente che soffre di istaminosi, come può difendersi?

Fondamentale in questi casi è una dieta personalizzata, sotto controllo medico, che porti ad una riduzione drastica di tutti quegli alimenti ricchi in istamina e di quelli istamino liberatori.
Esistono anche dei farmaci che apportano l’enzima mancante (Dao), ma personalmente li consiglio solo in casi rari e selezionati.

Si può dire che alla base di molte intolleranze esiste uno scompenso di istamine, che può aggravarsi con l’assunzione di alimenti ad alto contenuto di istamine, come ad esempio il vino?

Più che uno scompenso di istamina, possiamo parlare di accumulo patologico di una sostanza che è normalmente presente nel nostro corpo, ma che oltre determinati livelli, essendo un mediatore chimico, porta allo scatenarsi di tutti quei sintomi di cui abbiamo parlato.
Il vino è certamente uno di queste sostanze, insieme ai formaggi stagionati ed erborinati, la maggiore fonte di istamina nella nostra alimentazione; aggiungo che poco sopra ho parlato di una media di 8-9 microgrammi/ litro d’istamina nei vini in commercio, ma ne esistono anche con 25-30 mg/l.

Dott Eugenio Franzero durante simposyum il Vino Sanitas e i vini Low Histamines tenutosi al Vinitaly 2017

Durante questa intervista, Lei ha citato la “Low Histamines”; suggerirebbe i vini garantiti Low Histamines a pazienti che soffrono di istaminosi, intolleranza alimentare alle istamine?

Certamente, come nello studio che abbiamo elaborato e presentato al Vinitaly di quest’anno durante il Sympolium “Vino Sanitas e i vini Low Histamines”, i vini certificati Low Histamines utilizzati nella quantità indicate dall’ OMS ( organizzazione mondiale sanità) ovvero 150 ml due volte al giorno, non hanno portato al ripresentarsi dei sintomi di cui sopra ed in particolare della cefalea, al contrario di quanto avvenuto con i vini non certificati.
Mi si permetta poi di fare una valutazione matematica: il contento in istamina in un bicchiere di vino non certificato corrisponde a quello contenuto in 16-18 bicchieri di vino Low Histamines, credo sia evidente la differenza.

Mi è capitato spesso, durante le mie degustazioni, di entrare nel discorso delle intolleranze alimentari, alcuni, sovente mi rispondono che per molti è un problema più psicologico che fisico, Lei Dott. Franzero come risponderebbe?
 
Chiunque può dire ciò che vuole, ma un medico o comunque una persona con competenza scientifica specifica può solo commentare con dati certi: la letteratura scientifica a tal riguardo dice che le intolleranze alimentari sono ben presenti in una porzione importante della popolazione e sono evidenziabili con esami affidabili. Personalmente utilizzo sia il cytotest o test leucitotossico, che il test del Dna ed ho una casistica di oltre 10.000 pazienti trattati, nei miei studi di Torino e Milano in questi ultimi 15 anni, mi perdoni la battuta, ma bisognerebbe chiedere a loro se il problema era psicologico od è stato risolto con una dieta adeguata .

In chiusura, che dieta suggerirebbe ad  una persona che soffre di istaminosi?

Mi trovo veramente in difficoltà a rispondere a questa domanda,  perché non esiste una dieta, ma esistono pazienti differenti sui quali personalizzare una dieta in base a tante variabili: età, sesso, patologie, abitudini etc etc.
Dunque come prima cosa suggerisco di rivolgersi ad un medico competente, che con anamnesi ed indagini adeguate accerti la diagnosi di istaminosi e poi sulla base dei dati acquisiti formulare un piano alimentare personalizzato.

Per chi volesse saperne di più su istaminosi, intolleranza alimentare alle istamine può contattare via email il Dott. Eugenio Franzero: 
[email protected]
www.eugeniofranzero.it
e consultare la ricerca
http://www.lowhistamines.com/

Sebastiano Ramello
Inviato Speciale nel mondo
per Newsfood.com
Contatti

======Istamina=======

Struttura dell'istamina
Histamine3d.png
Nome IUPAC
4-(2-amminoetil)-1,3-diazolo
Nomi alternativi
2-(4-imidazolil)etilammina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C5H9N3
Massa molecolare (u) 111,15
Aspetto cristalli incolore
Numero CAS 51-45-6
Numero EINECS 200-100-6
PubChem 774
SMILES C1=C(NC=N1)CCN
Proprietà chimico-fisiche
Costante di dissociazione acida (pKa) a 298 K 6,0; 9,8
Temperatura di fusione 84 °C (357,15 K)
Temperatura di ebollizione decompone
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossico a lungo terminetossicità acuta
pericolo

L’istamina (o 2-(4-imidazolil)etilammina, formula C5H9N3) è una molecola organica, appartenente alla classe di ammine biogene, uno dei mediatori chimici dell’infiammazione e deriva dalla decarbossilazione dell’istidina ad opera della istidina decarbossilasi; condivide in questa sede numerosi effetti con la serotonina. L’istamina ha anche un ruolo come neurotrasmettitore.

La decarbossilazione dell’istidina nelle carni di pesci sgombroidi, quali tonno e altri pesci azzurri, e la conseguente formazione di istamina, è alla base della cosiddetta sindrome sgombroide.
(leggi tutto)

Redzione Newsfood.com