Cresce il livello dell’occupazione in Italia: nel 2006, infatti, il nostro Paese ha raggiunto quota 23 milioni in termine di numero di lavoratori. Una tendenza che appare confermata, seppure a
ritmi più lenti, anche nei primi due trimestre del 2007. E, al contempo, scende il livello di disoccupazione che ha raggiunto i minimi storici, il 6 per cento, anche se rimane
insufficiente il tasso di partecipazione al lavoro, in particolare dei giovani e delle donne. Sono i dati che emergono dal Rapporto Isfol 2007, presentato oggi a Roma. «C’e’ una
situazione di evoluzione positiva- spiega il presidente Sergio Trevisanato: le luci aumentano, rispetto alle ombre». Più lavoratori e meno disoccupati, dunque, ma nel 2006 su 100
nuovi entrati nel mercato del lavoro 50 hanno ottenuto solo un contratto a termine. In totale nel nostro Paese il lavoro a tempo determinato riguarda, perciò, oggi quasi 10 lavoratori su
100. A ciò si aggiunge l’aumento delle altre forme di lavoro non standard: 7,2 per cento per i contratti di collaborazione a progetto, 15,5 per cento di prestazioni autonome
occasionali.

Tuttavia diminuisce la disoccupazione che in Italia ha raggiunto il valore più basso dell’ultimo ventennio: il 6 per cento nel periodo aprile-giugno 2007. Inoltre, nel 2006, si e’
registrata anche una diminuzione della disoccupazione di lunga durata pari a oltre tre volte quella riscontrata nel 2005. E il tasso di disoccupazione giovanile ha subito una decisa flessione:
-2,4 per cento nel 2006.

Ma la differenza di genere continua a pesare nel mondo del lavoro. A scapito delle donne. In Italia, infatti, sono 10 milioni quelle che, pur essendo nella fascia di età utile per
lavorare, non hanno o non cercano una occupazione. Il tasso lavorativo tra le donne e’ del 46,3% contro il 70,7% degli uomini. Un dato che condanna il Paese a restare indietro rispetto agli
obiettivi imposti a Lisbona dall’Europa che chiede ai Paesi membri di raggiungere quota 60% entro il 2010.