Roma – In Italia nel 2006 le famiglie che vivevano in situazioni di povertà relativa erano 2 milioni 623 mila e rappresentavano l’11,1% delle famiglie residenti: si tratta di 7
milioni 537 mila individui poveri, pari al 12,9% dell’intera popolazione.

Lo ha reso noto l’Istat nel rapporto sulla povertà relativa in Italia nel 2006.

I dati Istat sono allarmanti, se si considera che la spesa media mensile per persona che rappresenta la soglia di povertà è quantificata in 970,34 euro per una famiglia di due
persone.

L’Istat ha spiegato che nell’ultimo quadriennio la povertà relativa è rimasta sostanzialmente stabile e per lo più sono risultate immutate le caratteristiche delle famiglie
povere. Ancora una volta, dunque, il primato negativo interessa gli abitanti del Mezzogiorno, dove la quota delle famiglie povere è quasi cinque volte superiore a quella osservata nel
resto del Paese tra le famiglie con cinque o più componenti e tra quelle con tre o più figli.

L’Istat, inoltre, ha sottolineato che il livello di povertà è direttamente proporzionale all’abbassamento del livello di istruzione e dei profili professionali nonché
all’aumento della disoccupazione.

L’Istituto nazionale di statistiche ha evidenziato che il fenomeno della povertà di caratterizza per la gravità, oltre che per la diffusione e ha rilevato che l’intensità
del fenomeno è risultata pari al 20,8%.