ISTAT: «inflazione in Italia a 3,3%. In Europa 3,5%»

L’indice provvisorio dei prezzi al consumo di marzo, pubblicato oggi dall’Istat, segna un 3,3% tendenziale (rispetto al marzo 2006): l’incremento più alto dal settembre 1996, quando si
attestò ad un 3,4%, l’aumento congiunturale (rispetto a febbraio) è dello 0,5%.

Rispetto al marzo 2008, gli incrementi più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti ( 5,8%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche ( 5,5%) e Abitazione, acqua,
elettricità e combustibili ( 4,4%). Variazioni tendenziali negative si sono verificate, invece, nei capitoli Comunicazioni (-2,1%) e Servizi sanitari e spese per la salute (-0,3%).

Anche l’Eurostat ha diffuso i dati sull’inflazione in Europa. Il dato sull’inflazione della zona euro diffuso oggi da Eurostat, attestatosi al 3,5%, «non e’ buono ed e’
superiore alle previsioni fatte dalla Commissione Europea». Lo ha detto Amelia Torres, portavoce del Commissario Ue agli affari economici e monetari Joaquin Almunia, sottolineando come in
questo momento sia importante soprattutto «evitare che si inneschi una spirale prezzi-salari». «E’ evidente – ha spiegato la portavoce di Almunia – che con gli attuali livelli
raggiunti dal prezzo del petrolio il dato odierno sull’inflazione non ci sorprende, anche se e’ superiore alle nostre previsioni del mese scorso». In questa situazione per Bruxelles
diventa dunque fondamentale «evitare i cosiddetti effetti inflazionistici di secondo round, vale a dire l’innescarsi di una spirale tra l’aumento dei prezzi e l’aumento dei salari. E’
necessario – ha concluso la portavoce – che i salari continuino a riflettere nella zona euro i dati sulla produttività e sulla competitività».

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