Venezia, 24 maggio 2007 – “Il diritto si ferma sulla terraferma e il mare come oggetto giuridico resta sullo sfondo; rispetta a questa situazione una quarantina di Paesi, con i
rappresentanti delle istituzioni e delle Corti Supreme, sono da oggi a Venezia non per lamentarsi, ma per aprire un discorso positivo e concreto, che permetta di arrivare ad un progetto comune,
primo indispensabile passo per un governo unitario del problema”. Lo ha detto il giudice di Cassazione Amedeo Postiglione, segretario dell’ICEF (Fondazione per il Tribunale
Internazionale dell’Ambiente), nel presentare alla stampa contenuti e finalità della Conferenza Internazionale sulla “Protezione e Sviluppo sostenibile dell’ecosistema
Mediterraneo – Mar Nero”, la cui realizzazione è stata concretamente sostenuta dalla Regione del Veneto. I lavori si svolgeranno nella Scuola Grande di san Giovanni Evangelista,
con inizio alle 17 di oggi e conclusioni nella tarda mattinata di sabato 26 maggio, con la messa a punto di una “Carta” di impegni comuni.

Alla conferenza di presentazione è intervenuto per la Regione il segretario generale Adriano Rasi Caldogno, che ha sottolineato le motivazioni del sostegno all’iniziativa da parte
del Veneto, “storicamente punto di convergenza e ponte tra culture e mondi diversi che si affacciano su questo bacino, dove Venezia diventa occasione di un grande dialogo per un tema
vitale per l’Europa e per gli anni a venire”.

“Non è un convegno “ambientalista” – ah aggiunto Postiglione – ma un convegno sull’ambiente”, senza fondamentalismi, senza posizioni politiche
precostituite e anzi la cui neutralità e indipendenza è garantita dalla presenza degli esponenti delle massime magistrature dei diversi Stati. Il punto è che rispetto ad un
Mediterraneo in pericolo e ad un Mar Nero sull’orlo del collasso, per il quale molti sostengono che sia stato superato il punto di non ritorno, non ci sono strumenti soprannazionali di
governance dell’ambiente e dei fattori che influiscono sulla qualità di un bacino, che ha ospitato gran parte della civiltà mondiale, ma ospita oggi anche sistemi produttivi
e industriali che direttamente o indirettamente lo influenzano negativamente e “in ordine sparso”, con legislazioni che si fermano nelle acque territoriali quando non sulla
battigia.

Lo scopo della Conferenza è dunque ben definito, ma che cosa concretamente concluderà e quali azioni successive attiverà – è stato detto – lo si
vedrà nella mattinata di sabato. Il dibattito si articolerà in più sessioni, durante le quali si dibatteranno: le priorità per la protezione e lo sviluppo
sostenibile dell’ecosistema Mediterraneo – Mar Nero; le possibilità di ricorso alla giustizia per tutelarlo; il quadro normativo; le strategie di prevenzione, controllo e
primo intervento; l’applicazione delle norme a protezione dell’ecosistema Mediterraneo – Mar Nero nel contesto dei singoli Paesi interessati; le esperienze con altri
ecosistemi marini europei.

www.regione.veneto.it