Nel 2007 è quasi raddoppiato il valore delle importazioni di prodotti alimentari ( 78 per cento) dalla Cina mentre è risultato sostanzialmente stabile quello delle esportazioni
anche per effetto delle barriere non ancora superate per alcuni prodotti simbolo del Made in Italy come i prosciutti e la frutta e verdura.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nazionale nel primo trimestre del 2007 che evidenziano un forte deficit commerciale
nell’alimentare con le esportazioni del Made in Italy che valgono appena il 12 per cento delle importazioni.

Tra gli arrivi dal gigante asiatico una componente importante – sottolinea la Coldiretti – riguarda il concentrato di pomodoro che rappresenta in valore quasi un terzo delle importazioni (31
per cento) e fa registrare un incremento record del 150 per cento. Una situazione particolarmente preoccupante dopo che l’Italia – precisa la Coldiretti – non è riuscita ad ottenere
l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti agricoli impiegati negli alimenti trasformati, nell’ambito della riforma comune di mercato dell’ortofrutta, con il rischio che venga
spacciato come Made in Italy un prodotto importato.

Il deficit agroalimentare con la Cina si aggrava anche per il mancato decollo delle esportazioni sulle quali pesano le barriere di carattere burocratico ed amministrativo che, nonostante i
ripetuti annunci, non sono state abbattute ed impediscono l’arrivo sul mercato cinese di prodotti come prosciutti, kiwi e mele per i quali – conclude la Coldiretti – si registra un vero boom
nella domanda interna, con quasi il raddoppio del consumo di frutta dei cinesi negli ultimi dieci anni.

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