La pasta imita il vino: ecco il suo sommelier, che conoscere sapori, odori e abbinamenti, in modo da aiutare il produttore e rendere migliore l’esperienza.

L’idea, presentata al recente TuttoFood, nasce dal pastificio DelVerde di Fara San Martino (Ch): a spiegarla, il Ceo di DelVerde, Luca Ruffini.

Ruffini spiega come tutto nasca dai numeri: 3,1 milioni di tonnellate, la quantità che la pasta produce. 4.000 miliardi di Euro, il fatturato del settore. 28 e 4-5 chili:
rispettivamente, il consumo medio totale pro-capite totale e quello di prodotto fresco.

E poi, la crisi: la diminuzione di mercato interno, la necessità di migliorare l’offerta per conquistare nuovi mercati (e difendersi da nuovi concorrenti).

Da qui l’idea del sommelier della pasta. Secondo Ruffini, il suo lavoro inizia dall’analisi: definisce parametri (di gusto e d’ingredienti) ben definiti. Poi, la conoscenza: della storia, della
varietà, degli abbinamenti, come il miglior sugo ed miglior vino. La figura del sommelier della pasta di DelVerde nasce dai saperi condivisi, cuochi, nutrizionisti ed addetti ai lavori,
poi sistematizzati in un “protocollo di degustazione”.

Riguardo al futuro, Ruffini è possibilista: “Non sappiamo se il pastificio ora provvederà a diffondere questo protocollo, cosa che personalmente noi suggeriamo di fare per
allargare l’ambito operativo dell’iniziativa. Magari codificando un termine che richiami l’azienda (“Codice DelVerde” o “Protocollo DelVerde”…). Anche perché, il successo di una
simile idea dipende poi dalla capacità e qualità di sviluppare un piano di marketing adeguato. E questo è un passaggio che spetterà poi a ogni azienda giocarselo
come crede, tenuto conto che la cultura alimentare cresce, si eleva non per singoli interessi ma per obiettivi generali e solidali”.

Tra i più interessati all’idea del sommelier della pasta, Massimo Mancini, imprenditore da poco entrato nel settore ma capace di proporre una pasta apprezzata in negozi e ristoranti
selezionati.

Secondo Mancini, “A fronte di una dimensione enorme del mercato della pasta, le leve di marketing prevalenti oggi giorno fanno prevalentemente ricorso al prezzo e alla pubblicità, quando
è risaputo che, in materia di qualità oggettiva e percepita, esistono spazi che, se ben interpretati, possono dare un forte contributo alla crescita del settore”. Detto questo,
“E’ però necessario fare uno sforzo in termini di comunicazione e di organizzazione della filiera, al fine di trasmettere e fare capire ai consumatori che di “spaghetti” ne esistono di
diversi tipi e che, dietro a un pacco di pasta, c’è un percorso che non è sempre lo stesso e uguale per tutti. ora, posso comprendere che questa trasparenza auspicata trovi
qualche resistenza tra alcuni soggetti della filiera, tuttavia sono convinto che la trasparenza del messaggio sia la strada migliore per stimolare il cambiamento auspicato. L’esempio di quanto
accaduto nel mondo del vino negli anni Ottanta è un ottimo insegnamento”.

NOTA: l’immagine dell’articolo è presa dal sito delverde.eu

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

www.delverde.eu

PAGINA Facebook del pastificio DelVerde

 Fax 0872 99400; tel: 8072 9951

Matteo Clerici