Jacopo Mancabelli di “Libera Giovani” di Padova: Attentato di Brindisi e “nuove mafie”

Jacopo Mancabelli di “Libera Giovani” di Padova: Attentato di Brindisi e “nuove mafie”

Abbiamo chiesto un parere a Jacopo Mancabelli di Libera Giovani di Padova,
che ci ha prontamente risposto:


E’ Mafia? E’ un attentato a quali fini?

Potrebbe esserci lo zampino di qualche “Borghese” e/o di Servizi Segreti con scopi sovversivi dello Stato?

Inizio messaggio inoltrato:

Da: Jacopo Mancabelli  
Data: 20 maggio 2012 12:05:23 GMT+02:00
Oggetto: RE: Attentato di Brindisi

Jacopo Mancabelli:

…impressioni a caldo?

Davanti alla scuola Morvillo Falcone, il giorno in cui sarebbe passata la carovana antimafia di Libera che lì aveva la serata conclusiva, contro dei ragazzi di Mesagne, paese che ha
organizzato per altro uno scambio con Abano, grazie anche all’aiuto di Libera Padova (sono stato ad Abano a fare un intervento durante la visita da questi ragazzi di Mesagne), il 9 maggio scorso
una bomba nell’auto, a Mesagne, di un esponente dell’antiracket pugliese per fortuna senza conseguenze, vari arresti nell’ultimo periodo e un’attenzione sempre crescente verso le “nuove mafie”
vale a dire la Sacra Corona Unita, nata negli anni Ottanta e i Basilischi in formazione nel territorio lucano, al confine con la Puglia: sono delle coincidenze cui non si può non
aggiungere che in tutta Italia ci si prepara a onorare la memoria di Falcone nel ventennale dalle strage di mafia, che di certo ora non saranno nel clima di prima di questo attacco.

Di primo acchito ero certo che ci fosse la mano della mafia, l’avrei giurato, ora riflettendoci credo si debba fare attenzione a essere sicuri di questa ipotesi. A mio parere, ma non sono un
esperto, rimane la più accreditata, i dubbi sono sul modus operandi: mettere una bomba per uccidere innocenti in un territorio che controlli, o vorresti controllare, non è molto
intelligente.

Non fa parte della strategia mafiosa, questo è vero, ma anche mettere 500 chili di tritolo sotto l’autostrada, ai tempi, nel ’92, non faceva parte della strategia mafiosa. Insomma, sul
mandante o esecutore non possiamo essere certi.
Quel che è certo è che, dopo il ritorno del terrorismo rosso a Genova, il clima sta tornando molto caldo e con la tensione sociale già presente il rischio di escalation trovo
sia alto. Se poi allarghiamo lo specchio di analisi e pensiamo all’astensione alle amministrative, molto alta, al boom (nonostante quello che ha detto lo stimato Presidente della Repubblica)
dell’antipolitica che è chiaro segnale di perdita di fiducia nelle istituzioni.

E’ un attentato contro la democrazia, è (sia voluta o no) una strategia della tensione che non può che danneggiare tutti, se non si reagisce.
Riguardo alla possibilità di servizi deviati, alla Borghese, se si riferisce al tentato colpo di stato del ’70 o a Peteano o alla stazione di Bologna, non credo ci siano parallelismi. Ma
non pretendo di avere una visione complessiva del quadro. Semplicemente, non vedo il motivo di tale interesse da parte dei servizi segreti.

Cordiali saluti,
Jacopo Mancabelli

Giuseppe Danielli Newsfood.com

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