Josef Maria Auchentaller (1865-1949). Un secessionista ai confini dell'Impero

Scoperto nuovo manifesto di Auchentaller.

Friuli Venezia Giulia » Gorizia » Musei Provinciali Palazzo Attems-Petzenstein 24 aprile-24 agosto 2008

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Di Auchentaller su Grado non c’è solo il manifesto-icona «Seebad Grado» conosciuto in tutto il mondo e riprodotto ovunque da più di un secolo, le ricerche stimolate
dalla mostra che a Josef Maria Auchetaller verrà dedicata a partire dal 24 aprile a Palazzo Attems, hanno portato alla scoperta di un altro reperto davvero straordinario, sino ad oggi
del tutto ignoto, si tratta di un «nuovo» manifesto di Auchentaller realizzato parecchi anni dopo il suo manifesto più celebre e celebrato.

L’artista viennese lo realizzò nel 1922 per la «Regata Velica di Grado».
La scoperta è stata compiuta dal professor Eugenio Manzato, storico dell’arte, esperto internazionale del settore, all’interno di quella miniera di documenti grafici che è la
Raccolta Salce (24 mila i pezzi qui conservati), la più importate collezione esistente in Italia di manifesti d’epoca e, con quella di Parigi, una delle due più importanti al
mondo.

Il professor Manzato ha tratto dall’immenso archivio della Salce tutti i manifesti che avevano Grado come soggetto. Nel gruppo di manifesti realizzati per Grado da diversi artisti nella prima
metà del Novecento – due descrittivi e gioiosi di Plinio Codognato intorno al 1920, quello famoso di Dudovich del 1932 con la ragazza sul trampolino, l’altrettanto noto manifesto di
Mario Puppo del 1948 con la figura femminile dal mantello giallo svolazzante – il manifesto per le regate del ’22 si stacca nettamente per le sue caratteristiche secessioniste: l’uso parco dei
colori, il segno incisivo, il disegno accurato della cornice, il carattere del lettering, alcuni particolari quali gli stendardi e le corone di alloro. Un manifesto che non è firmato ma
è semplicemente siglato con una A.
Lo studioso si è incuriosito notando le chiare similitudini stilistiche tra le due opere, non sufficienti tuttavia a riconoscere la paternità di Auchentaller senza tema di
smentita.

A questo punto, su richiesta del ricercatore, il curatore della mostra, Roberto Festi, ha attivato una paziente ricerca nell’archivio della famiglia Auchentaller composto da migliaia di
documenti. Tra i materiali d’uso del Maestro è emersa una immagine fotografica d’inizio secolo, riproducente esattamente il «taglio del manifesto». Si trattava, evidentemente
del materiale di partenza su cui operò l’artista per questo suo tardo, magnifico capolavoro.
I Musei Provinciali di Gorizia sono ora al lavoro per ottenere dal Ministero per i Beni Culturali (cui la Collezione Salce appartiene) il permesso di prestito di questa nuova scoperta.
Andrà, se concessa, ad arricchire una mostra di quasi 400 pezzi tra oli, manifesti, gioielli. Una mostra ricchissima di sorprese e di spunti di interesse, che non mancherà di
attrarre l’attenzione del pubblico.

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Josef Maria Auchentaller (1865-1949). Un secessionista ai confini dell'Impero

Auchentaller a Gorizia.

Friuli Venezia Giulia » Gorizia » Musei Provinciali- Palazzo Attems-Petzenstein 24 aprile-24 agosto 2008

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Gorizia – La mostra, che aprirà al pubblico il 24 aprile a Gorizia, Musei Provinciali, Palazzo Attems-Petzenstein, presenterà l’opera di Josef Maria Auchentaller
(Vienna 1865 – Grado 1949), uno degli artisti partecipi al rivoluzionario panorama delle arti viennesi di inizio secolo.

Pittore e grafico, Auchentaller è stato per oltre un decennio un attivo protagonista all’interno del movimento della Secessione fondato a Vienna da Gustav Klimt nel 1897. Collaboratore e
responsabile in prima persona di molte delle mostre realizzate dal movimento a cavallo del secolo, coinvolto nella redazione della rivista «Ver Sacrum» – l’organo ufficiale della
Secessione, l’artista non ha mai avuto una fortuna critica all’altezza dei suoi meriti. La scelta di abbandonare Vienna, già nel 1901, per seguire la moglie Emma nell’avventura
«turistica» a Grado, lo isolò anzitempo dall’ambiente viennese.

Anche gli studi critici degli ultimi decenni hanno faticato ad inserire la figura di Auchentaller nel novero degli artisti viennesi aderenti al movimento secessionista. Al di là dei
meriti specifici, la difficoltà nel reperimento delle sue opere – molte delle quali conservate nelle raccolte private degli eredi – hanno contribuito a «isolare» l’artista in
un limbo di scarsa o quasi nulla conoscenza. Il lavoro, inedito, di tesi di laurea di Vera Vogelsberger (Innsbruck, 1985) è l’unico recente contributo su Auchentaller e il primo serio
tentativo di riordino e catalogazione della sua opera pittorica e grafica. Recentemente, i Musei Provinciali di Gorizia gli hanno dedicato una sala all’interno della mostra «Belle Epoque
Imperiale. L’arte, il design», riproponendo al grande pubblico la figura di Auchentaller.

La disponibilità degli eredi al prestito, la volontà di diffondere l’opera di un artista ancora così poco conosciuto, così come la certezza che proprio attraverso la
visione di un panorama sempre più vasto dei protagonisti delle arti viennesi d’inizio secolo si possano cogliere i veri significati di quel movimento artistico, sono alla base di questa
mostra che nasce itinerante in tre sedi e che avrà il suo esordio presso i Musei Provinciali di Gorizia a Palazzo Attems-Petzenstein da aprile ad agosto 2008.

Circa quattrocento le opere in esposizione – suddivise in sei sezioni -, molte delle quali assolutamente inedite: tele, disegni, studi, manifesti, bozzetti, gioielli, fotografie; alcuni
materiali provengono da prestiti concessi dai più importanti musei viennesi. Il percorso artistico di Auchentaller viene analizzato fin dagli anni della formazione a Vienna e Monaco,
passando attraverso la fondamentale esperienza secessionista e sino agli anni della maturità, quando risiede ormai stabilmente a Grado, dedicandosi alla pittura di paesaggio e al
ritratto. La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (it./ted.;200 pp. esaExpoedizioni) che scheda e commenta criticamente tutti i materiali esposti.

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