L’ anno della pecora. Perché la prossima pandemia potrebbe venire dagli ovini

L’ anno della pecora. Perché la prossima pandemia potrebbe venire dagli ovini

L’influenza suina non è stato un caso né una sorta d’ incidente naturale.

La prossima pandemia, magari proveniente dalle pecore, è un eventualità più che probabile ma, ad oggi, le strutture mediche sono impreparate a far fronte al virus ed ai
suoi effetti.

Questo è il messaggio di una ricerca opera di un gruppo di scienziati, guidati da Ilaria Capua dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova ed Elisa Vicenzi
dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, pubblicata oggi sulla rivista PLoS Pathogens.

Gli studiosi smontano la convinzione che gli anticorpi e le vaccinazioni precedenti possano garantire una difesa a prova di virus animale; al contrario, i ceppi influenzali H1 (a cui appartiene
il virus H1n1) e H3 hanno il potenziale per bucare le barriere immunitarie umane.

Per verificare la loro tesi, il team di Capua e Vincenzi ha simulato il laboratorio le condizioni della pandemia. Inizialmente, sono stati reperiti campioni di siero umano, ottenuti durante la
campagna anti-influenzale degli operatori sanitari dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele nel 2006 guidata da Matteo Moro.

I campioni sono stati poi analizzati presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie con virus di provenienza animale per verificare se vi fosse una protezione crociata (se
cioè l’ immunità ai virus stagionali umani comporti uguale protezione contro i virus d’ origine animale).

Ciò non accade: al contrario, i sieri ottenuti post-vaccinazione non contengono anticorpi protettivi nei confronti dei virus animali.

La dottoressa Vincenzi commenta così il risultato della ricerca: “Questo studio sfata il dogma che solamente alcuni sottotipi d’influenza animale siano potenzialmente pericolosi. In
realtà, dobbiamo aprire i nostri orizzonti di ricerca sui virus influenzali animale del sottotipo H1 e H3 per non essere colti impreparati a fronteggiare potenziali future pandemie
d’influenza”.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento