La barbabietola è un colorante?… un additivo? … un aroma?

La barbabietola è un colorante?… un additivo? … un aroma?

La barbabietola è un colorante?

Si sta diffondendo la pratica (illecita*) di utilizzare, in prodotti che non ammetterebbero la presenza di coloranti, sostanze come la barbabietola rossa (Beta vulgaris L. var. rubra, da cui si ricava il colorante E 162), spacciandole per aromi, quando chiaramente l’unica funzione svolta è quella di colorante.

 

E’ utile, innanzitutto, cominciare con il Reg. 1333/08, che, all’art. 3, punto 2, lettera a ii, dice:
«… non sono considerati additivi alimentari [quindi neppure coloranti]: …ii) gli alimenti, essiccati o concentrati, compresi gli aromi, incorporati durante la fabbricazione di alimenti composti per le loro proprietà aromatiche, di sapidità o nutritive associate a un effetto colorante secondario; »

Si tratta, quindi, di stabilire se:
a) la barbabietola abbia proprietà aromatiche, di sapidità o nutritive (non mi pare, almeno nei quantitativi utilizzati in questi casi), e

b) se l’ingrediente barbabietola sia compatibile con la tipologia del prodotto o se, invece, sia da considerare come “ingannevole escamotage”.

A questo punto i nostri astuti fabbricanti possono seguire tre strade:
a) dichiarare la barbabietola come “aroma” (cosa altamente rischiosa, dato che tale prodotto non mi pare possa rispondere alla definizione di cui all’art. 3 del reg. 1334/08) o “pianta aromatica” o “spezia” o altre improbabili categorie (soluzioni ugualmente smascherabili con facilità);

b) dichiarare semplicemente “barbabietola” tra gli ingredienti, correndo il rischio, nel caso venga usata in tipologie di prodotti “non compatibili”, di sollevare perplessità (o altro);

c) NON dichiarare la presenza di barbabietola.

*Come si vede, quindi, tutte soluzioni illecite ed individuabili con facilità, ma ciò, evidentemente, non basta.

 

Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare
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