La Birra artigianale secondo Collesi

La Birra artigianale secondo Collesi

Un piccolo comune marchigiano di appena 2 mila abitanti, arrampicato sulle montagne ai confini tra Marche, Umbria e Toscana: siamo ad Apecchio. È qui che “sgorga” la birra artigianale italiana più premiata al mondo, Collesi: 41 medaglie in meno di 10 anni nelle più prestigiose classifiche internazionali; una produzione annua di 2 milioni di bottiglie a cui si aggiungono 10.000 fusti per la spillatura; un mercato estero in progressiva espansione, dagli Usa al Giappone, passando per l’Europa con Francia e Regno Unito.

Uno dei pochi stabilimenti a quota 700 metri sul livello del mare, quello di Collesi è anche uno dei rari casi di birrificio nato da un’azienda agricola a ciclo completo (perchè l’orzo è coltivato nei suoi campi).

A raccontarci la storia del birrificio è Giuseppe Collesi, fondatore e titolare dell’azienda.

Giuseppe Collesi

Giuseppe Collesi

«Sono cresciuto aiutando i miei genitori, dopo scuola, con l’agriturismo di famiglia. Amavo servire le grappe fatte in casa dal mio papà, Franco. Così “da grande”, nonostante gli studi da elettronico, ho vestito i panni dell’imprenditore agricolo per fare di Apecchio un polo d’eccellenza nel settore della birra artigianale».

Perchè?

«Qui ci sono condizioni ottimali: oltre all’acqua del Monte Nerone (in Europa una delle migliori per la birra), anche l’alta quota e il clima, che insieme favoriscono una bassissima umidità e una marcata escursione termica. Produciamo 6 varietà di birre, secondo un’antica e preziosa ricetta dei monaci. Sono tutte ad alta fermentazione, non pastorizzate e con rifermentazione naturale in bottiglia, che permette di conservare intatti i profumi e gli aromi di ogni ingrediente, per un gusto pieno ed elegante».

Dal 2005 avete collezionato numerosi riconoscimenti. Ci ricordate i più recenti?

«Nel 2015 abbiamo ricevuto premi dal World Beer Championship di Chicago (4 ori e 2 argenti),dall’ Australian International Beer Awards (2 bronzi) e dall’International Beer Challenge di Londra (1 argento e 1 bronzo)».

Storia e territorio hanno un forte valore per voi. Come si concilia tutto questo con l’innovazione?

«La nostra azienda, già all’avanguardia per macchinari, figure professionali coinvolte (come un grande mastro birraio belga) e controlli di qualità, ha investito nel 2012 circa 2 milioni di euro per potenziare l’area produttiva. Oggi siamo in grado di garantire 24.000 litri al giorno, con l’obiettivo di arrivare in futuro a 40-50.000 hl l’anno. Inoltre ci serviamo di energie pulite grazie a un impianto fotovoltaico da 32 Kw, un generatore di vapore e un sistema di riscaldamento a pellet».

Strategie per il futuro?

«Recentemente abbiamo stretto un accordo di importazione e distribuzione delle birre Collesi negli USA, con il gruppo Joe Bastianich. Oltre ad essere presenti nei suoi 100 ristornati, siamo anche nei due punti vendita Eataly, rispettivamente a New York e Chicago. E presto avremo tante altre novità da raccontare, in tema di prodotto, collaborazioni, innovazioni per il mercato domestico e strategie di espansione, addirittura nel campo salute&benessere».

Fabbrica della Birra Tenute Collesi S.r.l.
Località Pian della Serra
61042 Apecchio (Pesaro-Urbino) – Italia
tel: +39 075 933118 [email protected]
www.collesi.com

Chiara Danielli
Redazione Newsfood.com

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