LA CASA FA IL PIENO DI BONUS: FACCIATE, LAVORI, MOBILI

LA CASA FA IL PIENO DI BONUS: FACCIATE, LAVORI, MOBILI

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Date: Sun, 3 Nov 2019
Subject: IL SOLE 24 ORE pag. 3 · 03-11-2019 FACCIATE, LAVORI, MOBILI: LA CASA FA IL PIENO DI BONUS (S.Fossati/G.Latour)

FACCIATE, LAVORI, MOBILI: LA CASA FA IL PIENO DI BONUS

(S.Fossati/G.Latour)

 

FACCIATE, LAVORI, MOBILI:
la casa fa il pieno di bonus

Incentivi: sconto del 90% a chi interviene sull’esterno degli edifici.
Prorogate al 2020 le detrazioni per efficientamento energetico e ristrutturazioni.
Stop al bonus giardini

A cura di
Saverio Fossati
Giuseppe Latour

Per uno sconto fiscale che chiude la sua breve vita, ne arriva un altro che promette di essere molto utilizzato in tutti i condomini italiani.

A uscire di scena, con la legge di Bilancio 2020, sarà il bonus verde: la detrazione del 36% ha, probabilmente, deluso le aspettative. Farà, invece, il suo esordio lo sconto dedicato all’ abbellimento delle facciate: sarà pari al 90%, avrà maglie molto larghe (basterà tinteggiare per incassarlo) e nessun tetto di spesa.

Senza dimenticare che, a completare il quadro, ci sarà il consueto pacchetto di proroghe: guadagnano, così, un altro anno di vita l’ecobonus, il bonus ristrutturazioni e quello dedicato ai mobili. Per tutti loro non ci saranno novità di merito rispetto al 2019. Si prosegue esattamente con le stesse regole. Anche se, in nessun caso, arrivano le sempre auspicate proroghe pluriennali.

Il bonus facciate

La novità con il potenziale maggiore è, senza dubbio, quella del bonus facciate.

Si tratta di uno sconto fiscale che si innesta sulla base del bonus ristrutturazioni,  portando il suo ammontare dal 50 al 90% per le spese documentate, sostenute nel 2020, relative a interventi sulle facciate degli edifici.
La definizione data dalla bozza della legge di Bilancio è molto ampia: potranno essere portate in detrazione le spese relative agli interventi di recupero o restauro della facciata, compresi quelli di manutenzione ordinaria.
Bisognerà attendere il lavoro dell’agenzia delle Entrate per sciogliere tutti i dubbi applicativi, a partire da come questo sconto si intreccerà con l’ecobonus per i cappotti termici. Di certo, però, la norma della manovra sulla carta ricomprende intonacatura, verniciatura, rifacimento di ringhiere, decorazioni, marmi di facciata, balconi, ma anche impianti di illuminazione, pluviali, cavi che portano il segnale televisivo.

L’altro punto caratterizzante riguarda i massimali di spesa.

La legge di Bilancio dice chiaramente che non si applica nessuno di quelli che oggi vincolano i bonus casa. Non c’è da stupirsi, allora, del grande interesse riscosso dalla detrazione in questi primi giorni. Ad esempio, Assoedilizia (la sigla che riunisce i proprietari di immobili di Milano) si prepara a lanciare un appello al Comune lombardo per promuovere l’utilizzo massiccio del bonus.

Le proroghe

Ad arricchire il pacchetto ci sono, poi, le consuete proroghe. In questo caso va sottolineato che, nonostante le promesse della vigilia, non è stato rispettato il proposito di allungare per più di un anno la vita dei bonus casa. Fino al 2020 sarà ancora possibile sfruttare l’ecobonus con l’assetto attuale: detrazione del 65%, che viene ridotta al 50% in alcuni casi.

Ad esempio, per l’acquisto e la posa in opera di finestre come di infissi o per le schermature solari. Comunque, nel merito nessuna novità rispetto ad oggi.
Ci sarà ancora un anno anche per il 50% relativo alle ristrutturazioni:
lo sconto base, insomma, anche per il 2020 non sarà depotenziato al 36
per cento. Al bonus ristrutturazioni sarà agganciato, come è stato per il 2019, il bonus mobili.

La nuova regola è che per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati dal 2019 è riconosciuta una detrazione pari al 50% per le ulteriori spese documentate per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe pari almeno ad A+.

Il bonus verde

Tra tante conferme e novità, c’è da segnalare una vittima della manovra.
Si tratta del bonus giardini: la detrazione Irpef del 36% per gli interventi di sistemazione a verde e per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili, nelle bozze della manovra, non viene citata tra quelle da prorogare. Segno che, probabilmente, dall’esordio ad oggi ha deluso le aspettative, tanto da essere cassata.

Gli altri sconti

Infine, ci sono alcune agevolazioni che fanno parte della famiglia dei bonus casa ma che non hanno avuto bisogno di una conferma: per loro, in passato, è stato disposto un finanziamento pluriennale. Andrà così avanti fino al 2021 il sismabonus, lo sconto fiscale dedicato alla messa in sicurezza degli immobili, che dà diritto a detrazioni che, nella migliore delle ipotesi, possono toccare l’85 per cento.

Discorso simile per l’ecobonus condominiale.

Arriva fino al 2021 la detrazione dedicata alle parti comuni: potrà avere un ammontare del 70
o 75%, a seconda dei casi. Rientra sotto questo ombrello il cappotto termico, un intervento di efficientamento globale degli edifici tra i più praticati

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BOX

Il ministro.
Il bonus facciate nasce da una proposta del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini;
è ispirato al modello della legge Malraux, approvata in Francia negli anni Sessanta

IN SINTESI LA NOVITÀ

Bonus facciate

Il nuovo sconto fiscale avrà un importo pari al 90 per cento.
Sarà possibile richiederlo per tutti gli interventi di rifacimento delle facciate, inclusa la manutenzione ordinaria. La bozza della legge di Bilancio stabilisce che non sono previsti massimali di spesa

LA PROROGA
Bonus ristrutturazioni
Lo sconto fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie, come di consueto, guadagna un altro anno per effetto della bozza della legge di Bilancio. Anche per il 2020, allora, non sarà ridimensionato al 36%, ma non ci saranno proroghe pluriennali

ANCHE NEL 2020
Bonus mobili
È l’altra proroga disposta dalla bozza della legge di Bilancio 2020.
Anche il prossimo anno sarà possibile agganciare ai lavori di ristrutturazioni lo sconto fiscale dedicato all’ acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici in classe non inferiore ad A+

IL TAGLIO
Bonus verde

Lo sconto fiscale del 36% dedicato ai giardini e alla sistemazione a verde ha avuto vita breve. Le bozze della manovra non lo citano: vuoi dire che si esaurirà alla fine del 2019. Evidentemente, dalla sua nascita ad oggi ha riscosso poco successo

LA CONFERMA
Ecobonus
Il bonus dedicato all’efficientamento energetico è confermato nel 2020. Le regole restano identiche anche per il prossimo anno. Ci saranno, quindi, due scaglioni, al 65 e al 50 per cento. L’incentivo avrà percentuali ridotte, tra gli altri, per infissi e schermature solari

FINO AL 2021
Sismabonus
Non c’era bisogno di disporre proroghe per il sismabonus, lo sconto fiscale dedicato alla messa in sicurezza degli immobili che può arrivare fino al 55 per cento. La detrazione è già coperta fino al 2021, esattamente come l’ecobonus per gli interventi su parti comuni dei condomìni
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1
CEDOLARE AFFITTI

Contratti concordati sempre al 10%
L’aliquota agevolata che scadeva quest’anno diventa permanente
Successo pieno della proprietà edilizia, in questo caso supportata anche dal Sunia (sindacato inquilini):
la cedolare sugli affitti a canone concordato (il cosiddetto “3+2”) rimane al 10% e non solo a
titolo provvisorio.
La vicenda si chiude quindi positivamente per il mondo immobiliare:
l’aliquota speciale per i canoni concordati (sugli affitti a libero mercato era e resta al 21%) era
scesa dal 15% al 10% nel 2014, ma era previsto che la riduzione terminasse a fine 2019.

Quindi dal 2020 sarebbe tornata al 15% su tutti i canoni concordati.
Pochi giorni fa, però, nella prima bozza della legge di Bilancio 2020, veniva lanciata una nuova aliquota speciale del 12,5% «a regime».
Sempre meglio del ritorno al 15 per cento (per un bilocale medio il peso fiscale sarebbe aumentato dai 150 ai 180 euro l’anno), ma proprietà e inquilini si sono fatti sentire e hanno ottenuto non solo
che la cedolare restasse al 10% ma anche che questa aliquota venisse fissata una volta per tutte.
La norma nella legge di Bilancio 2020 dice, infatti, che «all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, le parole “al 15 per cento” sono sostituite dalle seguenti
“al 10 per cento”».

In ogni caso, nel nuovo regime delle detrazioni per i redditi sopra i 120mila euro è specificato che nel
calcolo entrano anche i redditi da locazione (con canone concordato o di mercato) assoggettati alla cedolare secca.

2)
FINANZIAMENTI
Prima casa, 10 milioni per il fondo di garanzia
Scende al 6,5% la percentuale per le insolvenze

Dieci milioni al fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa nel 2020: non molto, anche considerando che solo pochi mesi fa, nel decreto Crescita, ne erano stati stanziati 100 da usare nel 2019. Scende anche la quota da accantonare a copertura delle eventuali sofferenze al 6,5% dell’importo erogato.
Il fondo rotativo era stato istituito con la legge di Stabilità 2014 (articolo 48, comma 1, della legge 147/2013) per supportare l’acquisto della prima casa o per gli interventi di ristrutturazione dell’abitazione principale (non di lusso).
Ad ora sono state ammesse 147.029 operazioni di mutuo, per un controvalore di circa 16,5 miliardi di euro; 56% delle operazioni di finanziamento riguarda giovani di età compresa tra í 20 e i 35 anni.
Nella legge di Bilancio 2020 è anche disposto che all’articolo 19, comma 2, del D134/2019, cioè appunto il decreto Crescita, le parole «all’8 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «al 6,5 per cento».

Il Dl Crescita, infatti, aveva fatto scendere la percentuale da accantonare sull’importo di ogni garanzia rilasciata, dal 10% all’8 per cento.
La scelta era stata fatta tenendo conto dell’indice dei crediti “a rischio” relativo a prime case e del fatto che in realtà gli accantonamenti sino a quel momento effettuati erano stati in largo eccesso rispetto alle necessità (solo 35 garanzie sinora escusse, per un controvalore di circa 500mila euro). Ora, dopo pochi mesi, la percentuale scende al 6,5 per cento.

3)
VALORI TASSABILI

Rivalutazioni prorogate e plusvalenze più onerose
Sale dal 20% al 26% l’imposta sostitutiva per evitare l’Irpef

Una norma piuttosto articolata è dedicata alle rivalutazioni dei terreni delle società semplici e delle persone fisiche e alla tassazione delle plusvalenze realizzate vendendo immobili comprati da meno di cinque anni. Si parte dalla mini stangata per l’imposta sostitutiva dell’Irpef da applicare sulla plusvalenza realizzata in caso di rivendita di un immobile acquistato o costruito da meno di cinque anni: si passa dall’aliquota del 20% (introdotta nel 2005) a quella del 26%, con un aumento del 30 per cento. Dato che in questi anni gli incrementi dei valori di mercato sono stati quasi nulli, in molti casi l’incremento peserà abbastanza poco.
Viene quindi riproposta la possibilità di rivalutare (agli effetti della determinazione delle plusvalenze) il valore delle partecipazioni non negoziate e dei terreni, per i beni posseduti al gennaio
2020. Per i terreni (agricoli ed edificabili) e per le partecipazioni in società non quotate possedute da persone fisiche e società semplici la rivalutazione si realizza pagando un’imposta sostitutiva dell’11% da applicare sul maggior valore attribuito ai cespiti.
Per le imprese che non seguono gli Ias, poi, è possibile la rivalutazione a bilancio dei beni strumentali e non. Quanto ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in bilancio si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° dicembre 2021. L’imposta sostitutiva è pari al 20 per cento dei maggiori valori iscritti.

BOX
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MANOVRA
2020
La grande novità della nuova legge di Bilancio, sul fronte della casa, è il bonus facciate del 90%, pensato per abbellire le città italiane e ispirato alla legge Malraux, strumento nato inFrancia negli anni Sessanta

Restano confermati al 2021 il sismabonus e l’ecobonus dedicato alle parti comuni dei condomini.

 

Fonte: Assoedilizia
per Newsfood.com

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