LA CHIESA IPOGEA DI SAN SEPOLCRO, UMBILICUS DI MILANO

LA CHIESA IPOGEA DI SAN SEPOLCRO, UMBILICUS DI MILANO
Visita con la Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana alla Chiesa ipogea di San Sepolcro, Umbilicus di Milano – presentazione del libro sulla Chiesa e sui restauri di Antonella Ranaldi – Biblioteca Ambrosiana MILANO – Amici di Milano informa

 Il volume di Antonella Ranaldi presentato alla Biblioteca Ambrosiana

LA CHIESA IPOGEA DI SAN SEPOLCRO, UMBILICUS DI MILANO

Nella Sala Accademie della Biblioteca Ambrosiana di Milano si è svolta la presentazione del volume “La chiesa ipogea di San Sepolcro, Umbilicus di Milano. Storia e restauro”, a cura di Antonella Ranaldi, edito da Silvana Editoriale. Sono intervenuti mons. Marco Ballarini, Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana; Antonella Ranaldi, Soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano; Carlo Bertelli, Storico dell’arte; Giovanni Carbonara, Architetto, Professore emerito di restauro architettonico dell’Università La Sapienza di Roma; Antonia Pasqua Recchia, Consigliere del Ministro, già Segretario Generale del MiBACT. Ha moderato i lavori Annachiara Sacchi, giornalista del Corriere della Sera.

La presentazione è stata preceduta da una visita alla stupenda cripta, la chiesa sotterranea, recentemente aperta al pubblico, dopo lunghi lavori di restauro . Cicerone d’eccezione la stessa Ranaldi. Tra i selezionati invitati, Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano.

Il volume. L’antico cielo stellato e l’intero apparato decorativo medievale della chiesa ipogea di San Sepolcro a Milano sono stati liberati dalle tinteggiature che li avevano tenuti nascosti. È dunque svelata una straordinaria architettura della prima metà dell’XI secolo a cui si sono aggiunti cicli decorativi inediti ora riportati in luce, coerenti con i significati di questo santuario composito destinato ai pellegrini e memoria del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

I saggi qui raccolti raccontano le preesistenze romane dell’antico foro della città dove sorse la chiesa, gli aspetti storici, architettonici, liturgici e artistici, i protagonisti, i disegni di Leonardo, il ruolo delle confraternite, la fondazione degli Oblati, il legame di Carlo e Federico Borromeo, la storia delle trasformazioni e dei restauri succedutisi nel tempo.

La chiesa del San Sepolcro fu fondata nel 1030, quando un monetiere di Milano di nome Rozzone fece erigere sull’antico foro romano una chiesa che l’arcivescovo Ariberto d’Intimiano consacrò solennemente alla Santissima Trinità. La sua storia millenaria si sovrappone con quella delle crociate. Il 15 luglio 1100, dopo la conquista di Gerusalemme, l’allora arcivescovo di Milano, Anselmo IV da Bovisio, a memoria di questo straordinario evento, cambiò la dedicazione in chiesa del Santo Sepolcro. A motivare questa titolazione è la presenza nella sua parte sotterranea, fin dalla fondazione, della copia del sepolcro di Cristo. Realizzata da un maestro campionese del primo Trecento, secondo la tradizione al suo interno venne posta la terra prelevata dai Crociati a Gerusalemme e altre reliquie provenienti dai luoghi santi.

Luogo di profonda sacralità, la cripta venne scelta da san Carlo Borromeo come personale luogo di preghiera, dove si recava ogni mercoledì e venerdì pomeriggio. Non era infrequente vederlo passare intere notti in quella che lui stesso definì “la palestra dello Spirito Santo”, in adorazione del simulacro del sepolcro di Cristo. Per questo motivo, dopo la sua canonizzazione, venne posta una statua in terracotta policroma raffigurante il santo inginocchiato davanti al sarcofago. La cripta consente inoltre ai visitatori di entrare in contatto con una delle testimonianze più antiche della storia della città. La pavimentazione, costituita da grandi lastre di pietra bianca ‘di Verona’, proviene infatti dal lastricato dell’antico foro romano del IV secolo, la piazza principale della civitas romana, dove si svolgevano le maggiori attività civili e religiose.

Riaperta al pubblico dopo cinquant’anni nel 2016, successivamente la cripta è stata oggetto di un complesso intervento di restauro finanziato dal MiBACT e terminato nella tarda primavera del 2019, volto principalmente al recupero delle superfici decorate.

Foto: Antonella Ranaldi con Achille Colombo Clerici e Gianni Barbiano di Belgiojoso

Fonte: Amici di Milano
per Newsfood.com/nutriMENTE

Leggi Anche
Scrivi un commento