La Cia Lombardia guarda con interesse alla nuova legge regionale sull'agriturismo

Un più forte legame con il territorio e con le sue produzioni agricole, insieme al riconoscimento dell’innovazione nell’offerta agrituristica, sono tra gli elementi di
maggiore rilevanza introdotti dalla nuova legge regionale lombarda sull’agriturismo approvata ieri dal Consiglio regionale. Lo rileva la Confederazione italiana agricoltori della
Lombardia che ha visto con interesse la riformulazione del quadro normativo per questo settore in rapida evoluzione che conta ormai oltre 850 aziende nelle 11 province lombarde.

Particolarmente qualificante è l’introduzione della quota, che non dovrà essere inferiore al 70 per cento, dei prodotti, realizzati direttamente o acquistati da altre
aziende agricole o artigianali della zona, da offrire agli ospiti. Una disposizione questa che va nel senso, più volte auspicato dalla Cia Lombardia, della valorizzazione della
qualità e delle tipicità attraverso un sempre maggiore il legame con il territorio.

La nuova legge regionale coglie positivamente anche la forte evoluzione e l’innovazione che ha visto gli agriturismi lombardi ampliare la gamma delle loro offerte che spaziano dalla
tradizionale ristorazione alle escursioni, dalla pescaturismo alla vendita dei prodotti, dall’attività didattica alla ippoterapia. Offerta favorita oggi anche dalla
possibilità di aumento della ricettività che favorirà la partecipazione dei gruppi e delle scuole. Positivo inoltre il consolidamento della formula dell’agriturismo
“in famiglia” che continuerà così ad offrire un’interessante opportunità di integrazione del reddito alle piccole e medie aziende. Sono state accolte,
quindi, molte delle istanze avanzate da Turismo verde Lombardia, l’associazione della Cia per l’agriturismo, fortemente impegnata su questi temi.

Ora servirà, nella fase di regolamentazione che seguirà alla legge appena approvata, un deciso impegno anche per lo snellimento burocratico, con l’obiettivo di semplificare
i tanti adempimenti che ancora gravano sugli imprenditori agrituristici.

www.cia.it

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