Il futuro del sistema dei brevetti in Europa è tornato a far parte dell’agenda politica con la pubblicazione di una comunicazione della Commissione europea che illustra diverse
modalità per tradurre in realtà il brevetto comunitario, migliorando nel contempo l’attuale sistema che disciplina le controversie in materia di brevetti.

Il brevetto comunitario, oggetto di discussione dal 1975, consentirebbe a singoli e società di ottenere un brevetto unitario valevole in tutta l’UE. Il brevetto comunitario non va
confuso con i brevetti europei che, una volta concessi, diventano un pacchetto di brevetti applicabili a livello nazionale negli Stati membri indicati.

I brevetti europei possono essere costosi per chi li richiede, in quanto la loro applicazione va convalidata da giudici nazionali dei singoli paesi. I costi sono elevati anche per i terzi, in
quanto la revoca non può essere effettuata a livello centrale dopo che è trascorso un determinato periodo. Si stima che un brevetto europeo valevole per 13 paesi sia circa 11
volte più costoso di un brevetto statunitense e 13 volte più di uno giapponese.

Da una consultazione delle parti interessate condotta nel 2006 è emerso che l’attuale sistema dei brevetti nell’UE non è più sostenibile. Le parti interessate hanno
approvato pienamente l’idea del brevetto comunitario, teso a risolvere i problemi sia di costi che di contenzioso e a istituire un diritto di brevetto che sia coerente in tutta Europa,
soddisfacendo pertanto uno dei principi chiave del mercato unico.

Tuttavia, il brevetto comunitario presenta alcuni punti spinosi significativi, primi tra tutti gli elevati costi di traduzione. Mentre le domande di brevetto possono essere presentate in una
delle tre lingue ufficiali (tedesco, inglese e francese), le domande approvate devono essere depositate in tutte le lingue ufficiali della Comunità, a spese del richiedente. Alcune parti
interessate hanno inoltre mosso obiezioni all’accentramento eccessivo del sistema di giurisdizione proposto.

Per quanto riguarda la questione della giurisdizione, la Commissione sta formulando suggerimenti su come migliorare in primo luogo il sistema attuale del contenzioso, che a sua volta aprirebbe
la strada al brevetto comunitario. «Il brevetto comunitario e il miglioramento dell’attuale sistema di composizione delle controversie in materia di brevetti europei non dovrebbero
escludersi a vicenda. Il nostro obiettivo dovrebbe anzi consistere nell’assicurarne la convergenza. Se riusciremo a trovare una soluzione alla questione delle controversie, potremo anche
risolvere il problema del brevetto comunitario trovando un accordo sulle traduzioni», ha rilevato il commissario europeo per il Mercato interno, Charlie McCreevy.

Tuttavia, anche in questo caso esistono due scuole di pensiero su come migliorare il sistema del contenzioso. Un suggerimento è rappresentato dal progetto di accordo sulla composizione
delle controversie in materia di brevetti europei (EPLA), che propone la creazione di un organo giudiziario per i brevetti europei, un sistema unificato per le controversie in materia di
brevetti europei. Secondo altri Stati membri, anziché istituire una giurisdizione dell’EPLA esclusivamente per i brevetti europei, sarebbe preferibile creare una struttura comunitaria in
grado di gestire sia i brevetti europei che i futuri brevetti comunitari.

Come compromesso, la Commissione suggerisce un approccio combinato, strutturato come uno speciale organo giudiziario unificato specializzato con competenza per le controversie in materia di
brevetti europei e di futuri brevetti comunitari. Un siffatto sistema giudiziario potrebbe essere fortemente improntato al modello dell’EPLA, in particolare per quanto riguarda le
specificità del contenzioso sui brevetti, ma potrebbe consentire un’integrazione armoniosa nella giurisdizione comunitaria. La Commissione sostiene che in tal modo si eviterebbe di
pregiudicare il brevetto comunitario e di avere due giurisdizioni in conflitto tra loro per quanto riguarda le controversie in materia di brevetti in Europa.

Oltre al progetto del brevetto comunitario e degli accordi giurisdizionali, la Commissione propone anche una serie di misure di sostegno per migliorare il sistema brevettuale, tra cui figurano
azioni specifiche in materia di qualità del brevetto, trasferimento della conoscenza e applicazione, nonché misure volte a rendere il sistema più accessibile alle piccole e
medie imprese, una parte della comunità imprenditoriale che non è riuscita a sfruttare appieno le proprie invenzioni e a tutelare i propri diritti di brevetto a causa della scarsa
consapevolezza e dei costi elevati.

Con la pubblicazione della comunicazione, il commissario McCreevy auspica di creare «terreno fertile» per un dibattito in sede di Consiglio e di Parlamento europeo. «Non ho
mai nascosto di considerare il fascicolo dei brevetti una questione molto spinosa da risolvere», ha affermato.

«Se continueranno a prevalere la miopia e l’egoismo degli interessi costituiti, l’agenda europea delle riforme fallirà e ne farà le spese l’economia europea. Chiedo pertanto
a tutte le parti coinvolte di assumersi le proprie responsabilità, di rispondere alla sfida e di adoperarsi per trovare compromessi pragmatici e realistici», ha dichiarato il
commissario.

McCreevy ha affermato inoltre di attendersi che la Presidenza tedesca affronti la sfida e porti avanti la questione. «La Commissione è pronta ad assistere la Presidenza», ha
concluso.

cordis.europa.eu