La Commissione chiede agli Stati membri il rimborso di 83 milioni di euro di spese della PAC

In virtù di una decisione adottata dalla Commissione europea, gli Stati membri dovranno rimborsare un totale di 83 milioni di euro, corrispondente a importi indebitamente versati a
carico del bilancio agricolo UE.

Il reintegro di questo importo nel bilancio comunitario è dovuto a procedure di controllo inadeguate o al mancato rispetto delle norme comunitarie in materia di spese agricole. Gli Stati
membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese effettuate nell’ambito della politica agricola comune (PAC), mentre la Commissione deve garantire che essi abbiano fatto un
uso corretto dei fondi.
Commentando la decisione, la commissaria per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Mariann Fischer Boel ha dichiarato: «Stiamo facendo tutto il possibile per garantire il massimo controllo
possibile delle spese agricole. La Corte dei Conti ha preso atto dei sensibili miglioramenti introdotti nel nostro sistema di controllo in questi ultimi anni; dal canto nostro, ci adoperiamo
per conseguire ulteriori progressi. I contribuenti hanno il diritto di sapere se il loro denaro viene speso oculatamente».

Principali rettifiche finanziarie
Questa recente decisione, la ventisettesima a datare dalla riforma del 1995 relativa al sistema di recupero dell’indebito nell’ambito della PAC, prevede il recupero di fondi presso la
Repubblica ceca, la Danimarca, la Germania, l’Irlanda, la Spagna, la Francia, l’Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, l’Austria e il Portogallo. Le rettifiche più cospicue sono:

? 54,9 milioni di euro a carico della Spagna per impianti viticoli non autorizzati nel 2003 e nel 2004;
? 11,0 milioni di euro a carico della Francia per inosservanza dei criteri di riconoscimento delle organizzazioni di produttori operanti nel settore ortofrutticolo e per insufficiente
assistenza prestata da queste ultime ai singoli produttori.

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