No, non preoccupatevi, non vogliamo proporre modelli di democrazia alternativi, come sembra invece molto di moda in questi giorni. Vogliamo riflettere piuttosto su un aspetto posto in luce dal
professor Enrico Finzi durante l’ultimo, ottimo, Grappa Day di metà settembre.

La grappa è democratica. Lo è nel costo perché oggi un prodotto di buona qualità conserva comunque un rapporto qualità-prezzo decisamente positivo. A
differenza infatti di altri prodotti enogastronomici, tra cui sempre più spesso il vino, la grappa ha saputo mantenere un prezzo accessibile alla grande parte della popolazione.

Quando parliamo di prezzo accessibile non ci riferiamo certo ad alcuni prodotti che si trovano talvolta a scaffale e che hanno dei prezzi inspiegabilmente bassi, ingiustificabili, imbarazzanti.
E non vogliamo nemmeno qui parlare dei distillati importanti, frutto di selezioni particolari e di serie limitate che ogni buon distillatore offre nella propria gamma produttiva, a
qualità eccezionali ma a prezzi spesso molto elevati. Stiamo parlando di buoni prodotti adatti alle tasche di molti che possono trovare spazio nei momenti di convivialità e di
degustazione, senza lasciare però spazio all’ansia da portafogli vuoto.

Così, nell’epoca dell’euro che ammazza le buste paga, nell’epoca delle famiglie che devono ricorrere addirittura al prestito per potere comprare i libri di scuola ai figli, il nostro
distillato si pone come un momento di piacere con la sua consueta modestia e la sua grande ricchezza aromatica.

Cesare Mazzetti
Presidente – Istituto Nazionale Grappa