La dura lotta del Sedano Nero di Trevi

La dura lotta del Sedano Nero di Trevi

La storia del sedano nero di Trevi è simile a quella di tanti altri prodotti dell’agro-alimentare italiano. Un origine antica, un periodo di difficoltà a causa della
globalizzazione alimentare ed un presente fatto di speranze ma di problemi non ancora superati.

Tale varietà di sedano deve il nome alle coste, mantenute verde scuro e non sottoposte alla procedura detta “imbianchimento”. Colore a parte, l’aspetto del sedano è definito dalla
lunghezza notevole (anche un metro), e dall’assenza di fili. Completano il quadro il profumo intenso ed il cuore tenero e polposo.

Il sedano nero di Trevi arriva da un territorio specifico delimitato dalla frazione Borgo, dalla strada Flaminia e dal fiume Clitumno. In tale zona, detta “le canapine” per la precedente
coltivazione, i contadini locali producono il sedano, obbedendo a procedure rigide ed immutate da secoli. Ogni agricoltore sceglie i propri semi, selezionandoli dalle piante migliori.

La semina si svolge ad Aprile, durante la luna calante. La consuetudine fissa il periodo migliore il Venerdì Santo: secondo i coltivatori del luogo, gli ortaggi seminati in questo
periodo crescevano più rapidamente e ritardano la fioritura. La raccolta avviene poi a metà ottobre: i sedani così ottenuti arrivano poi nei mercati locali, nel migliore
dei casi raggiungendo la città di Perugia.

Come prevedibile, il Nero di Trevi è protagonista di numerose ricette, molte delle quali lo vedono in coppia col pregiatissimo olio locale.

La combinazione di procedure rigide, territorio limitato e diffusione regionale ha fatto si che il Nero di Trevi si trovasse svantaggiato di fronte a concorrenti come il sedano americano,
arrivando vicino a scomparire.

In sua difesa si è così costituito un Presidio Slow Food, formato da cinque agricoltori. Scopo del Presidio è è diffondere la conoscenza di questo ortaggio oltre i
confini umbri e arginare il rischio della sua scomparsa.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

Valentino Brizzi (Referente presidio Slow Food) tel. 0742 332222

www.protrevi.com

Matteo Clerici

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