Se osserviamo il sistema economico italiano, in termini di valore aggiunto generato, l’agroalimentare è il secondo comparto produttivo del Paese, il settore dell’agricoltura e pesca
offre un bacino occupazionale insostituibile, specie nel Mezzogiorno e nelle aree più marginali, ma al tempo stesso assicura la gestione di oltre 14 milioni di ettari di terreni ed il
presidio di un territorio ben più ampio, nei suoi aspetti ambientali, paesaggistici e culturali.

La filiera agroalimentare ha inoltre il compito di assicurare garanzie sanitarie e di qualità ai cittadini-consumatori di prodotti alimentari.

Nuove sfide e nuove opportunità accompagnano, però, le non trascurabili difficoltà.
Nonostante le difficoltà recenti legate all’andamento congiunturale dell’economia ed al perdurare delle situazioni di crisi generate dai limiti strutturali del sistema, il settore
agroalimentare può offrire un contributo rilevante al rilancio economico ed allo sviluppo della società italiana nei prossimi anni.
Questa convinzione nasce dalla valutazione degli elementi distintivi del nostro sistema produttivo, nel patrimonio di competenze e di conoscenze detenuto, nonché nelle evoluzioni
comunque in atto nei mercati agroalimentari.

Per cogliere appieno queste opportunità non bisogna sbagliare ad individuare le priorità di intervento prima, e gli strumenti dopo. Seguendo questa linea di condotta il governo ha
identificato 3 grandi opportunità della filiera agroalimentare: la crescita nei mercati internazionali, la capacità di consolidare la distintività delle produzioni made in
Italy e le opportunità che risiedono in un approccio multifunzionale all’agricoltura.

Scarica il testo integrale