È comoda, perché disponibile in ogni stagione. Questo è uno dei vantaggi della frutta essiccata, che possiede anche altre proprietà che, in alcuni casi, la fanno
preferire a quella fresca.
La frutta secca è frutta con un basso contenuto in acqua, mentre la frutta essiccata è frutta dalla quale viene eliminata del tutto o in parte l’acqua, per consentirne la
conservazione più a lungo.
Il procedimento di essiccazione viene effettuato naturalmente, al sole, oppure mediante accorgimenti tecnologici, come essiccazione e liofilizzazione.
Alcuni tipi di frutta vengono denocciolati prima di ultimare il processo di essiccazione.
La frutta più comunemente essiccata è quella zuccherina proveniente dai paesi caldi: datteri, fichi, prugne, albicocche, banane, perché il contenuto di zuccheri ne facilita
la conservazione.
Questo tipo di frutta è sfiziosa da consumare a fine pasto o come snack durante il giorno e nelle macedonie.
Proprio perché è stata privata della sua parte acquosa, la frutta disidratata risulta più nutriente e fornisce energie rapidamente utilizzabili grazie agli zuccheri [73%] e
alla ricchezza in sali minerali, il tutto concentrato in un volume molto ridotto.
Questo la rende preziosa per tutti ma soprattutto per gli sportivi, gli escursionisti, gli inappetenti, i bambini, gli anziani, i convalescenti, le future mamme.
La frutta fresca in genere è ricca di fibre, di acqua, di zuccheri, di vitamina C mentre è povera di sodio e ha le stesse caratteristiche della frutta disidratata a eccezione del
valore nutritivo che è di un terzo inferiore a quella “secca”.
In genere nella frutta fresca è presente molto Potassio [come vediamo ad esempio nella banana 380 mg/100 g; nella ciliegia 250 mg/100 g e nella prugna 250 mg/100 g] oltre a calcio, ferro
e vitamine del gruppo B. Queste percentuali aumentano quando la frutta subisce il processo di disidratazione.

Il fico [ficus carica] è uno dei frutti di uso più antico, tanto è vero che gli antichi Egizi lo conoscevano e lo apprezzavano anche per le sue proprietà
terapeutiche. Di questo frutto conosciamo numerose specie e diversi tipi: dal giallo o grasso, al bianco o marsigliese, al viola o medicinale.
I fichi contengono tracce di ferro, manganese, calcio, bromo, vitamine B1, B2, PP, C – lattice [contenente una lipodiastasi analoga al succo pancreatico] un’amilasi e una proteasi [enzimi
digestivi]. Il fico è quindi molto nutriente ma è anche digeribilissimo.

La prugna o susina [prunus domestica – Rosacea] è gustosissima, energetica, diuretica, lassativa, disintossicante. E’ un frutto apprezzato anche per le sue qualità tonico nervino,
ricco in mucillagini, vitamine del gruppo B e C oltre che di ferro, calcio, fosforo, magnesio, potassio, sodio, manganese.
Il frutto secco è particolarmente adatto agli sportivi, ai bambini [in sostituzione delle varie caramelle] ai reumatizzati, ai gottosi, agli arteriosclerotici e ai nefritici. Un altro
frutto appartenente alla famiglia delle Rosacee è la Pesca che si presta molto bene a essere disidratata.
Questo frutto è blandamente lassativo, diuretico, energetico e contiene acido formico, acetico, valerico, caprilico oltre a modeste quantità di potassio, fosforo.

Il dattero [phoenix dactylifera – palme] ha un aspetto maestoso perché può raggiungere anche i 30 metri di altezza e i suoi fiori femminili, dopo la fecondazione, ci regalano i
famosi datteri.
Questi sono carnosi, molto zuccherini [circa il 70% del loro peso] e quindi risultano molto nutrienti ed energetici.
Sono adatti a tutti eccezion fatta per i diabetici.
Contengono le vitamine A, D, B1, B2 e C oltre a fosforo, calcio, ferro, magnesio, potassio. La maggior parte dei datteri consumati in Italia proviene dalla Tunisia e dall’Algeria.

Anche l’albicocca appartiene alla famiglia delle Rosacee [Prunus Armeniaca] e viene caratterizzata dalla sua ricchezza in vitamina A, alla quale seguono nell’ordine le vitamine del gruppo B, la
vitamina C, la vitamina PP e gli oligoelementi: magnesio, fosforo, ferro, calcio, potassio, sodio, zolfo, manganese, zinco, rame.
È un frutto molto nutriente e ben digeribile, è antianemico e rinfrescante.
Allo stato fresco è astringente quindi antidiarroico. Allo stato secco è lassativo.
Nell’anemia conseguente a un’emorragia si è sperimentato e constatato che la cura a base di albicocche dà risultati paragonabili alla cura a base di fegato di vitello
perché nelle albicocche secche la percentuale di ferro viene triplicata.

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