La Green Economy piace ai viticoltori siciliani

La Green Economy piace ai viticoltori siciliani

Sicilia del vino all’insegna della green economy. Il 67% delle aziende vitivinicole associate ad Assovini ha adottato misure per il risparmio energetico, e oltre una su 5 delle cantine ha
già impianti per la produzione di energia alternativa pulita. E’ quanto emerge da una indagine effettuata recentemente sulle 65 aziende socie, presentata dal presidente di Assovini Diego
Planeta in occasione della 7/ma edizione di ‘Sicilia en primeur’.   

Dal monintoraggio emerge una fotografia eco-friendly del sodalizio che annovera brand internazionali (Tasca D’Almerita, Donnafugata, Tenute Rapitalà, Feudo Principi di Butera) e
società cooperative fino alla viticoltura estrema nelle isole, come Firriato che sta riportando, con 5 ettari vista mare, la viticoltura a Favignana nelle Egadi, nonché i vigneti
sull’Etna portati alla riscossa da Giuseppe Benanti.   

Il 30% delle imprese vitivinicole ha una certificazione biologica o biodinamica, mentre il 23% ha ristrutturato la propria cantina secondo criteri di bioarchitettura. Il 47% delle aziende
Assovini sta inoltre realizzando sistemi per la riduzione dell’impatto ambientale dei residui di produzione (tra le biomasse: tralci, raspi, vinacce, fecce, ecc.), mentre il 33% ha già
certificazioni ambientali e il 53% ha una certificazione di qualità.   

L’eco-sostenibilità della viticoltura insulare è poi testimoniata dall’utilizzo, nel 79% dei casi, di concimi a basso impatto ambientale. Il sistema di vinificazione di Feudo
Arancio, nell’agrigentino, è tutto ‘a caduta’, e ciò permette un taglio netto del fabbisogno energetico. Sull’isola di Pantelleria apripista dell’opzione fotovoltaica è stata
l’azienda di José Rallo, Donnafugata. Pioniera delle scelte eco-friendly è l’azienda del presidente di Assovini che porta avanti il progetto ‘Planeta Terra’, con pannelli solari nei
400 ettari di vigneti a Menfi, Vittoria, Noto e presto sull’Etna, imballaggi con materiali riciclati, un progetto per l’utilizzo di biomasse, in collaborazione con l’università di Palermo,
per il recupero dei residui della potatura degli olivi. Il 25 aprile, annuncia il responsabile tecnico Alessio Planeta, apriamo il percorso didattico ‘Sentiero natura La Segreta’, con censimento
delle piante dal vigneto al bosco di Sambuca.  

Tutta la produzione dell’azienda agricola Rallo, con sede a Marsala, è biologica pur guardando al mercato tradizionale. “Noi certifichiamo i nostri vini bio – precisa il direttore generale
Andrea Vesco – tuttavia non vorremmo essere percepiti come produttori di vini sani ma non buoni. I nostri consumatori, un target medio-alto, non vogliono rinunciare alla dimensione edonistica
dando prevalenza alla sicurezza alimentare. Perciò la certificazione bio non deve diventare un motivo unico di vendita”. Più netta appare la scelta delle eco-energie. “Il nostro
fabbisogno è di 250 mila Kwh e stiamo pensando a un impianto fotovoltaico, di basso impatto architettonico, per una filiera a impatto zero” annuncia Vesco, nel prefigurare un bilancio in
pareggio tra le immissioni ‘verdi’ dei vigneti e i consumi energetici per vetro e distribuzione”.  

Di grande fascino è infine il progetto di recupero delle zolfare della Sicilia centro-meridionale portato avanti dalla cooperativa Viticultori Associati Canicattì. Nel parco
minerario di Taccia-Caci “da una storia dura come quella vissuta dai minatori e ‘carusi’ – sottolinea il presidente della cooperativa Giovanni Greco – vogliamo segnare il riscatto di questo
ambiente estremo attraverso il progetto sperimentale di affinamento dei nostri vini top nei cuniculi profondi fino a 250 metri e gallerie delle miniere, dove le condizioni di umidità sono
ideali. Entro l’anno contiamo di allocare le riserve dei vini Aynat e Scialo in un ex forno Gill per valutarne scientificamente l’evoluzione. Poi realizzeremo una piccola cantina di
sperimentazione per la zonazione del patrimonio ampelografico del territorio. L’idea è stata raccolta e condivisa dalla Città di Aragona, ora aspettiamo l’Ok dell’ente minerario ma
entro l’anno contiamo sul disco verde”.

Alessandra Moneti – Ansa.it per NEWSFOOD.com

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