«Una Vodka da canna da zucchero e una a base di patate, grazie», chissà se fra qualche periodo ci rivolgeremo così al barman per il nostro cocktail preferito, o si
potrà usare semplicemente la parola «vodka», sta di fatto che la «guerra della vodka», una vera e propria disputa che vede schierati i diversi paesi produttori
europei sulla corretta denominazione della bevanda alcolica, sta riscaldando il Parlamento europeo.

La commissione parlamentare sanità pubblica e sicurezza alimentare, ha adottato il 30 gennaio una proposta di modifica del testo legislativo in vigore sulle bevande alcoliche e datato
1989. Pomo della discordia, la definizione della denominazione vodka. Definizione valida solo per le bevande alcoliche derivate dalla fermentazione dei cereali, delle patate o dalla molassa,
come chiedono a gran voce molti dei paesi tradizionalmente produttori, o allargare anche ai drinks derivati dalla canna e dalla barbabietola da zucchero?

Dopo accese discussioni, il testo di compromesso trovato dal relatore tedesco Horst Schnellhardt (gruppo del partito popolare europeo) sembra orientarsi sulla prima ipotesi. Se ciò fosse
confermato dal voto in prima lettura nella plenaria di marzo, si passerebbe alla ridefinizione dell’intero mercato, con nuove presentazioni, marchi e descrizioni apposite.

La vodka, acqua secondo la derivazione slava, è apparsa per la prima volta attorno al XV secolo. Attualmente è prodotta in diversi paesi, grazie alla fermentazione di qualsiasi
prodotto agricolo che la permette, per poi essere distillata in alcool e con l’aggiunta di acqua. Oggi, di fatto, ogni Stato usa ingredienti differenti per la sua produzione. In Polonia ad
esempio si adoperano le patate o la segale, in Finlandia l’orzo, mentre in Svezia o in altre parti d’Europa il grano.

Tradizioni ma non solo?
In ballo non ci sono solo interessi miliardari, pare di capire, ma tradizioni secolari e purezza del gusto. I consumatori sono avvisati. Il business a livello mondiale si aggira, comunque,
attorno ai 12 miliardi di dollari l’anno in vendite, per un consumo mondiale di 4,5 miliardi di litri l’anno. I paesi baltici, quelli Nord e la Polonia, ne producono assieme il 70%, e ne
consumano il 64% nell’intera Unione europea.

Anche gli USA, paese produttore e importatore, dove la vodka si produce anche dalla canna da zucchero, ha messo in guardia nel caso di una definizione troppo rigida, che potrebbe causare
inconvenienti all’Ue in sede di OMC, per eventuali barriere illegali al commercio.

Approfondisci l’argomento leggendo il servizio stampa nel link sottostante.

RIF.: 20070131STO02626

Per ulteriori informazioni:
Il voto in
commissione parlamentare

Commissione parlamentare Ambiente,
sanità pubblica e sicurezza alimentare

La legislazione attualmente in vigore (in inglese)