La malinconica leggenda della “aranciata senza arance” va in pensione (speriamo)

La malinconica leggenda della “aranciata senza arance” va in pensione (speriamo)

Aggiornamento normativo del 24 maggio 2017:
“Comunicazione del perfezionamento, con esito positivo, della procedura di notifica alla Commissione europea dell’articolo 17 della legge 30 ottobre 2014, n. 161, recante disposizioni in materia di bevande a base di succo di frutta.”

 

Maggio, 2017

La malinconica leggenda della “aranciata senza arance” va in pensione (speriamo)

di Alfredo Clerici

Ci eravamo lasciati cinque anni fa con il cosiddetto “decreto Balduzzi” che, peraltro, restava in attesa dell’esito positivo, della procedura di notifica di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998 .
Per ribadire il concetto, l’anno successivo, il Ministero della Salute scriveva che “il mancato esito positivo della procedura di notifica alla Commissione europea rende di fatto irrealizzabile la condizione di efficacia di cui al comma 16ter dell’articolo 8 del D.L 158/2012 convertito con modificazioni nella L. 189/2012, che pertanto risulta inapplicabile oltre che inopponibile ai terzi.”
Il tutto rimane più o meno dormiente, salvo emendamenti più o meno fantasiosi sino a quando:

LEGGE 30 ottobre 2014, n. 161 Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis ” la quale, pur cancellando quanto era stato previsto dal decreto Balduzzi (“ I commi 16, 16-bis e 16-ter dell’articolo 8 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, sono abrogati. ”) rimandava, comunque, al “ … perfezionamento, con esito positivo, della procedura di notifica alla Commissione europea …”).

Tale “perfezionamento” è alfine giunto, il 24 maggio 2017:
Comunicazione del perfezionamento, con esito positivo, della procedura di notifica alla Commissione europea dell’articolo 17 della legge 30 ottobre 2014, n. 161, recante disposizioni in materia di bevande a base di succo di frutta.”

Quindi, dal 6 marzo 2018:
“Le bibite analcoliche …, prodotte in Italia e vendute con il nome dell’arancia a succo, o recanti denominazioni che a tale agrume si richiamino, devono avere un contenuto di succo di arancia non inferiore a 20 g per 100 cc …”.

Nell’attesa delle grida di giubilo che certo non mancheranno, mi limito ad osservare che tale disposizione (l’ennesimo protezionismo alla rovescia) non ha nulla a che fare con la cosiddetta “protezione del Made in Italy”, dato che, come risulta chiaro a chiunque non faccia finta di non capire (o ne sia impedito da ignoranza, superficialità o malafede), il suddetto obbligo sarà semplicemente aggirabile producendo all’estero (cfr. decreto latte).

 

Segnalo gli articoli che Newsfood ha già pubblicato sull’argomento:

Bibite di fantasia: un’altra occasione persa…
Aranciate e fantasia (poca): le solite frottole…
Aranciate e legge comunitaria: ci vediamo l’anno prossimo!
Aranciate e bibite di fantasia: cosa è cambiato?

 

Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare

Newsfood.com

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