La razza umana si estinguerà tra 100 anni

La razza umana si estinguerà tra 100 anni

La razza umana ha le ore contate: entro i prossimi 100 anni,gli uomini saranno colpiti da estinzione.

A dirlo, il dottor Frank Fenner, professore di Microbiologia dell’Australian National University ed uno dei responsabili della sconfitta del vaiolo, che si è confidato con il quotidiano
“Herald Sun”.

Per Fenner, l’uomo è ormai nell’era nota come Antropocene, chiamata così perché sono proprio le attività umane il principale motore dei cambiamenti climatici. E tale
pesante intervento sta rovinando il pianeta, con un effetto tale “Da poter essere paragonato a una delle epoche glaciali o all’impatto di una cometa”.

Come fa notare perciò Fenner, “Attualmente, i cambiamenti climatici sono ancora in una fase molto iniziale, ma già si vedono dei considerevoli mutamenti nelle condizioni
atmosferiche”. Data inoltre la dipendenza degli uomini dalle tecnologie inquinanti (principali responsabili della situazione), il verdetto finale lascia pochi dubbi: “Gli Aborigeni hanno
dimostrato che potrebbero vivere per 40 o 50.000 anni senza la scienza, la produzione di diossido di carbonio e il riscaldamento globale, ma il mondo non può e così la razza umana
rischia di fare la stessa fine di molte altre specie che si sono estinte nel corso degli anni”.

Per quanto sgradevole, l’opinione di Fenner non è isolata. Nel 2006, il professor James Lovelock aveva ipotizzato come nei prossimi 100 anni la popolazione mondiale sarebbe calata di 500
milioni di unità, e questo per i danni da riscaldamento globale. Inoltre, per Lovelock, qualunque strategia avrebbe ottenuto al massimo di rimandare il disastro.

Più recentemente, il professor Nicholas Boyle dell’università di Cambridge ha indicato nel 2014 la data del “giudizio universale”. Nel suo libro (“2014: Come sopravvivere alla
prossima crisi globale”), egli spiega come il mondo si sia infilato in una crisi globale internazionale, che avrà conseguenze nettamente peggiori della crisi economica attuale.

Tuttavia, alcuni studiosi, pur non sottovalutando il problema, hanno una visione meno catastrofica della situazione. E’ ad esempio il caso del professor Stephen Boyden. Per Boyden, “Frank
può anche avere ragione, ma alcuni di noi hanno ancora la speranza che si arrivi a prendere consapevolezza della situazione e che, di conseguenza, si mettano in atto i cambiamenti
necessari a raggiungere un vero sviluppo ecosostenibile”.

Fonte: Andrew Bolt, “Our own extinction is forecast, but he’s going by dead reckoning”, Herald Sun 18/06/010

Matteo Clerici

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