La resistenza agli antibiotici dura 12 mesi

La resistenza agli antibiotici dura 12 mesi

Il problema della resistenza agli antibiotici sviluppata da alcuni batteri è un problema probabilmente ingigantito.

Tale fenomeno dura al massimo 1 anno: perciò, chi avesse assunto un determinato prodotto potrebbe assumerlo di nuovo dopo 12 mesi senza paura di causare farmacoresistenza.

Questo il messaggio di una ricerca della Oxford University (Gran Bretagna), diretta dal professor Alastair Hay e pubblicata sul “British Medical Journal”.

Gli scienziati hanno indagato su 24 studi relativi alla resistenza agli antibiotici sviluppata nel corso di terapie primarie contro infezioni urinarie e respiratorie.

L’indagine ha mostrato come i malati a cui erano stati prescritti antibiotici avevano sviluppato resistenza. Tale resistenza era più tenace nel primo mese post cura e poteva durare fino
a 12 mesi, a seconda delle condizioni dell’organismo.

Inoltre, i ricercatori hanno messo luce gli elementi necessari per gestire il legame tra prescrizioni farmacologiche e resistenza. Purtroppo, l’unica vera contromisura per evitare il circolo
uso di farmaci-batteri resistenti è ritardare per quanto possibile l’uso delle medicine. In ogni caso, il tutto durava al massimo 12 mesi.

Questa ricerca ha suscitato commenti contrastanti.

Per alcuni, i dati sono interessanti ma devono essere messi alla prova con più studi clinici, per confermare (o smentire) il loro messaggio.

Altri scienziati sono nettamente in disaccordo: per loro, il problema della resistenza agli antibiotici è drammaticamente in crescita. Particolarmente interessati gli ospedali: nelle
sale chirurgiche, il meccanismo rappresenta una seria insidia a procedure come i trapianti di organi.

Qualunque sia la loro opinione, gli esperti ricordano come l’assunzione di antibiotici debba essere fatta con prudenza ed esclusivamente sotto controllo medico.

Fonte: Céire Costelloe, Chris MetcalfeAndrew Lovering , Alastair D Hay,“Effect of antibiotic prescribing in primary care on antimicrobial resistance in individual patients:
systematic review and meta-analysis”
, BMJ 2010, doi:10.1136/bmj.c2096

Matteo Clerici

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