Roma – La Giunta regionale del Lazio ha varato una delibera che da’ l’avvio alla riorganizzazione della rete dell’emergenza ospedaliera del Lazio, il provvedimento attua quanto
previsto dalle misure inserite nel Piano di rientro e le novità più importanti che comporta sono essenzialmente tre: viene inserito il pronto soccorso del Policlinico di Tor
Vergata nella geografia dei Dea di II Livello, ovvero di quelle strutture in grado di fornire un servizio d’emergenza ad alta complessità; viene poi promosso a Dea di I Livello quello
dell’ospedale privato accreditato «Policlinico Casilino».

Per la prima volta, poi, un ospedale delle province diventerà sede di un Dea di II livello e disporrà quindi di un servizio d’emergenza molto specializzato al livello dei grandi
ospedali centrali e finora tutti localizzati a Roma. Si tratta dell’ospedale di Latina che cosi diventa punto di riferimento per tutta l’area sud del Lazio, compresa la provincia di Frosinone.
Tutti gli adempimenti burocratici e funzionali necessari per l’adeguamento di queste strutture dovranno essere completati entro il prossimo 31 di maggio.

Confermato inoltre il passaggio del servizio d’emergenza del S. Eugenio – Cto da Dea di II livello a Dea di I livello. Il provvedimento prevede inoltre che a partire dal primo aprile l’azienda
ospedaliera S. Filippo Neri sarà Dea di II livello di riferimento per il Policlinico Sant’Andrea in attesa di una prossima promozione di questa struttura nella categoria superiore; il
Gemelli garantirà, sempre come Dea di II livello la «copertura» per le strutture della Asl di Viterbo; infine il S. Camillo diventerà centro di riferimento (hub)
regionale per le prestazioni cardiochirurgiche ultraspecialistiche.

Dal primo giugno, poi, sempre il S. Camillo dovrà garantire prestazioni di Dea di II livello anche per alcuni distretti della Roma H (Castelli); il Policlinico di Tor Vergata
diventerà punto di riferimento per il Pol. Casilino e per parte della zona Castelli; il S. Giovanni Addolorata invece svolgerà la stessa funzione per gli ospedali S. Giovanni
Calibita e Vannini – Figlie di S. Camillo; il Policlinico Umberto I farà da riferimento, invece, per l’ospedale Sandro Pertini.

La delibera infine precisa anche i riferimenti per branche specialistiche: per la cardiologia d’emergenza gli «hub» regionali sono il S. Camillo, il S. Giovanni Addolorata, il S.
Filippo Neri, il Gemelli il Policlinico di Tor Vergata e l’Umberto I. Per il trattamento dei pazienti in trauma grave invece i centri di riferimento sono tre: S. Camillo, Gemelli e Umberto I.