I probiotici, o fermenti lattici, da secoli vengono utilizzati in molte culture tradizionali per produrre alimenti o bevande fermentate: Yogurt (a base di L. bulgaricus) nell’Europa orientale e
centrale, Busa nel Turkestan, Kefir presso i cosacchi, Koumiss nell’Asia centrale, Leben in Egitto ecc.

Favoriscono, oltre alla trasformazione e maturazione dei derivati del latte, anche il processo di inacidimento di prodotti vegetali, come nell’insilamento di foraggio per animali e nei crauti.

Sono presenti nel latte materno con la funzione di “colonizzazione” dell’intestino del neonato, dando origine alla sua microflora , che si svilupperà diventando permanente a partire dai
quattro anni circa fino all’età adulta.

Nella flora intestinale dei bambini proliferano soprattutto in gran numero i bifidobatteri , mentre nell’intestino adulto e nella vagina troviamo anche, tra i più importanti, i
lattobacilli del genere L. acidophilus.

Nel 1992 il microbiologo inglese Roy Fuller definì il termine probiotico come “un supplemento alimentare microbiologico che porta benefici all’animale ospite migliorando il suo bilancio
microbiologico”.[1] In seguito quando i probiotici sono stati più conosciuti sono emerse ulteriori definizioni come ad esempio: “microrganismi viventi che digeriti in certe
quantità esercitano benefici sulla salute oltre che sulla nutrizione generale”.[2]

Recentemente sono stati rivalutati, anche in campo medico, gli effetti dei probiotici in quanto microrganismi in grado di apportare benefici alla salute dell’ospite, in associazione ai
prebiotici , componenti non digeribili dell’alimentazione, che stimolano la crescita o l’attivazione di specie batteriche utili all’eubiosi intestinale.

Anche se vi sono già vari studi scientifici sui probiotici, non ne sono ancora note tutte le proprietà e si continua ad indagare sul loro meccanismo d’azione. Si sa intanto che
sicuramente producono un aumento della resistenza ai batteri patogeni, una riduzione dei lipidi circolanti, modificazioni ormonali, una stimolazione immunologica e che possiedono
proprietà anticancerogene. E’ nota anche la funzione positiva nel trattamento di varie forme di diarrea.[3]

I probiotici insieme ai prebiotici formano i simbionti, la cui assunzione migliora la sopravvivenza dei microrganismi probiotici, aumentandone quindi l’effetto benefico.[4]

1. Fuller R.: Probiotics. The scientific basis. London: Chapman and Hall, 1992.
2. Guarner F. et al.: Probiotics. Int J Food Microbiol; 39:237-8, 1998.
3. Gibson G.R., et al.: Probiotics and intestinal infections.In: Fuller R, ed.Probiotcs
3. Isolauri E., et al.: A human Lactobacillus strain GG ( Lactobacillus casei sp. strain GG) promotes recovery from acute diarrhoea in children. Pediatrics; 88:90-7, 1981.
4. Bengmark S.: Ecological control of gastrointestinal tract. The role of probiotic bacteria. Gut; 14:585-94, 1998

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