LA SALINA DI MARGHERITA DI SAVOIA ORA E’ FRANCESE… ma è tutto legale?

LA SALINA DI MARGHERITA DI SAVOIA ORA E’ FRANCESE… ma è tutto legale?

Tutta la verità sul sale italiano migliore

Il sale italiano non ha nulla da invidiare ai cosiddetti “sali gourmet”, come il sale dell’Himalaya, il sale grigio dell’Atlantico o il sale nero delle … NEWSFOOD.com

 

SULLA TORRE DELLA SALINA DI MARGHERITA DI SAVOIA (BARLETTA/TRANI IN PUGLIA) SVENTOLA LA BANDIERA FRANCESE.  

MPS BANCA DI SIENA CEDE IL DEBITO DELLA SOCIETA’ ITALIANA CONCESSIONARIA DELL’ESTRAZIONE DEL SALE ALLA MULTINAZIONALE SALINS SPA DI PARIGI CO-LEADER MONDIALE

MOLTE DOMANDE INEVASE E SCHIVATE DAGLI ATTORI DELLA CARTOLARIZZAZIONE, SOLLEVANO QUALCHE VOCE POLITICA. MA SALVIAMO IL #SALEITALIANO


(Vedi tutti gli articoli, sul sale, di Newsfood.com)

Salina di Margherita di Savoia

Siamo stati testimoni passivi della cartolarizzazione finanziaria di un credito malato (ndr: cioè un debito difficilmente saldato) giacente nella pancia di MPS Banca di Siena salvata dal Governo Renzi dal disastro economico con i soldi di tutti gli italiani (ndr: giustamente per salvare i risparmi dei Toscani …  ed altri).

Il credito è stato acquistato per circa 1/3 del valore reale (ndr: è stato promesso un acquisto di 5,4 mio/euro invece di 16,7 milioni) da una società francese ( ndr: legittimamente stando alle norme di trasparenza bancaria e fatto salvo errori/omissioni giuridicamente da valutare da parte di altri).

Guarda caso cura gli interessi e rappresenta la soc. Salins spa di Parigi con stabilimenti di sale in 4-5 paesi al mondo, leader in Europa e co-leader nel mondo con più grande colosso industriale del sale mondiale.  Nulla da eccepire, oggi, sulla cartolarizzazione (ndr: sembra che altri stiano valutando cosa fare), ma sul passaggio così indolore, così in silenzio della gestione ed estrazione del sale italiano al leader mondiale del sale industriale vorremmo saperne di più.

Salina di Margherita di Savoia

DOMANDE DAL TERRITORIO: la soc. italiana indebitata fino al collo, la Atisale spa controllata dalla Salapia Sale spa, poteva fare qualcosa? Ha partecipato all’asta? Ha fatto controdeduzioni? Quante offerte sono state presentate in asta? Non c’era una società italiana disponibile all’acquisto del credito bancario?

L’acquisto di un credito comporta automaticamente l’acquisizione dei pegni fideiussori e le garanzie a pegno? I titolari della asta bancaria sapevano a priori a chi andava il sale di tutti gli italiani, visto che “il sale” è di proprietà dello Stato, è un bene del patrimonio nazionale?

Il Demanio che cura le concessioni di estrazioni è stato interpellato? Gli Enti Locali di Puglia hanno espresso (ndr: sono stati interpellati da MPS Banca) un parere? Le maestranze, circa 120 persone e altrettante famiglie, sono state informate preventivamente almeno?

I Sindacati dei lavoratori hanno assistito al passaggio di consegne? La concessione in capo a Atisale spa oggi è ancora valida? La concessione è firmata da un amministratore della società ed oggi quell’amministratore è ancora a capo della azienda?

Occorre un nuovo atto di concessione? Chi lo fa? I lavoratori sono pagati regolarmente? La estrazione è sotto controllo di esecuzione?  La valutazione della migliore offerta di acquisto, ha tenuto conto delle clausole, eventuali plusvalenze, l’ earn-out aggiuntivo? E’ corretto far rientrare in una asta di un credito, asset industriali di impresa come  revoche o blindature o garanzia della concessione?

Le domande sono tante, molte di più di quelle che abbiamo riportato.  Sembra però che qualcosa si muova. Voci dicono che si stanno preparando fior di ricorsi legali e giuridici su diversi passaggi tecnici che presentano diversi buchi neri fra venditore ed acquirente della cartolarizzazione. Oltre che sulla Asta originaria, oltre che sulla detenzione delle azioni ordinare come pegno fideiussorio e mai escusse e mai presentate in assemblee recenti di Atisale spa da parte di MPS Banca che le deteneva in garanzia.

Quindi qualche inghippo anche finanziario e di codice delle società probabilmente salterà fuori. Fatto sta che, solo adesso, anche la politica si fa sentire. Se Regione, Provincia e Comune di Margherita c’è un certo profilo silente basso, consiglieri comunali e parlamentari di opposizione in loco, iniziano a farsi sentire.

Soprattutto sul tema della garanzia e continuità di lavoro  essendoci un passaggio di proprietà molto forte, addirittura con una società estera anche se tramite un veicolo con sede in Italia ma non autonomo. Sono state depositate diverse interpellanze in merito, sia a livello regionale che in parlamento.

La cosa andrà a finire sicuramente sul tavolo di uno o più ministri dell’attuale Governo. Il tema della “cartolarizzazione” poi sta assumendo anche una valenza politica generale indipendentemente dal fatto contingente. Sembra che MPS a fronte di poco più di 3 mld di euro di crediti deteriorati verso imprese, abbia sottoscritto promesse di atti solo per 150 mio/euro. tutti temi sul tavolo politico.

Ribadiamo che questo contesto politico-finanziario-credituale-cartolare non ci interessa e non ci compete. Mentre il #saleitaliano ci interessa molto. Stiamo facendo ricerche costose, indagini, sondaggi su consumi, qualità di prodotti, metodi di estrazione, valore aggiunto, difesa delle imprese e delle maestranze italiane, investimenti di imprese per la valorizzazione dei distretti geografici coinvolti, idoneità e certificazione per usi in cucina, a tavola e nella salatura di grandi prodotti Dop italiani.

Un deprezzamento, una svalutazione, una chiusura di saline, un abbassamento della asticella, una riduzione di fatturato, una crisi di bilanci aziendali, una visione o un comportamento “supino” a favore di terzi contro il patrimonio e i giacimenti nazionali… silenziati dalla politica …. ci fanno allarmare, ci fanno pensare male.

Vogliamo che il #saleitaliano resti una proprietà pubblica assoluta, che il Demanio sia responsabile delle concessioni, che le concessioni siano rilasciate a strutture società affidabili, competenti. Vogliamo che ci sia anche un corretto turnover se ci sono le richieste per dare trasparenza ad una impresa industriale che lavora a nome e per conto del Governo, quindi dei cittadini italiani.

Il monopolio della proprietà del sale in mano allo Stato deve essere una garanzia non solo formale, ma sostanziale con relative responsabilità. Il Governo deve affidarsi a competenze elevate e non di basso livello, e inoltre non deve eludere le proprie competenze di controllo. Restiamo in attesa di avere presto una soluzione definitiva sulla Salina di Margherita di Savoia alla luce del sole (ndr: quello bellissimo della Puglia in primis)!

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com
© Riproduzione Riservata

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

Redazione Newsfood.com
Contatti

Leggi Anche
Commento ( 1 )
  1. angelo farano
    29 Marzo 2019 at 10:56 am

    l’articolo del collega comolli mi trova perfettamente d’accordo vorrei però che la questione non fosse silenziata ancora per il comportamento giustamente indicato come supino da parte della politica centrale fino a quella locale che ahi me ha sempre dato prova nel tempo di incapacità operativa
    Nella migliore delle ipotesi dovuta a ignoranza Nella peggiore ha interesse specifico di qualcuno che ha sempre venduto molto male un bene così prezioso e comune personalmente sono disposto a collaborare con il professor comolli anche perché originario di Margherita di Savoia grazie il mio riferimento ass [email protected]

Scrivi un commento