Si è tenuto ieri al Ciocco di Castelvecchio Pascoli, Barga, Provincia di Lucca, un’iniziativa sulla tutela del territorio e i servizi ai cittadini nei piccoli comuni.

Una tavola rotonda organizzata dalla Cia della Toscana che, alla vigilia della VII Conferenza nazionale Anci dedicata quest’anno ai piccoli comuni (alla quale la Cia partecipa con stand
informativi), ha cercato di mettere a punto un nuovo patto sociale in cui confrontare esperienze e prospettive.

“Abbiamo presentato esperienze di gestione del territorio basate sul coinvolgimento attivo degli imprenditori agricoli -ha detto in apertura Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana-
esempi di efficienza e sostenibilità per le comunità locali e nuove opportunità per il tessuto economico territoriale. Inoltre, abbiamo proposto la creazione di forme di
segretariato sociale per la gestione da parte dell’associazionismo organizzato di alcuni servizi essenziali per i piccoli comuni”.

“Si tratta di esempi concreti di un modello di sviluppo del territorio che mette al centro la tutela attiva, la sussidiarietà e il ruolo dell’impresa agricola e dell’associazionismo. Ci
proponiamo -ha concluso- di estendere ad altre realtà questa esperienza, consapevoli che la loro diffusione potrà contribuire a uno sviluppo sostenibile, alla coesione sociale, al
miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali e nei piccoli comuni.”

Il sindaco di Lari, Ivan Mencacci, ha portato il punto di vista dell’Anci Toscana come responsabile dell’area Agricoltura. “Ai comuni vengono chieste sempre maggiori competenze, ma a questo non
corrisponde quasi mai un trasferimento di maggiori risorse, che anzi sono sempre più ridotte. E il problema si accentua ulteriormente con il diminuire delle dimensioni dei comuni.”

I cittadini, però, hanno sempre maggiori esigenze nel reclamare nuovi servizi: “In un contesto di taglio delle risorse occorre trovare nuove sinergie tra tutti gli attori sociali”, ha
auspicato Mencacci.

“Il 98 per cento del territorio toscano -ha aggiunto- è agricolo e forestale quindi parlare di ambiente e territorio significa parlare di agricoltura. Per questo e’ importante stringere
un nuovo patto tra istituzioni, associazioni e mondo agricolo, affinché sia parzialmente riconosciuto agli agricoltori il ruolo di custodi del nostro ambiente. Ma anche affinché
siano date ai comuni risorse concrete per incentivare l’uso agricolo del territorio e strumenti flessibili per impiegare le imprese agricole nella fornitura di servizi alla cittadinanza”.

All’iniziativa hanno preso parte numerose esponenti del mondo istituzionale, economico, agricolo, delle comunità montane; fra gli altri, Alberto Focacci, presidente della Cia di Lucca, e
Carla Donnini, presidente del patronato Inac.

Ha chiuso i lavori del convegno Enzo Pierangioli, vicepresidente nazionale della Cia: “Il ruolo attivo degli imprenditori agricoli nella manutenzione del territorio e nelle sviluppo di
produzioni energetiche locali deve essere portato all’attenzione degli enti locali, specialmente dei piccoli comuni che più di altri necessitano di un rapporto attivo con chi vive nel
territorio.”

“La Cia -ha detto Pierangioli- oltre cercare soluzioni per le imprese agricole associate, pone al servizio dei comuni e degli enti territoriali la professionalità dei propri uffici, in
particolare il patronato Ina e il Caf, in grado di svolgere attività di segretariato sociale”.