Occorre sostenere le imprese ortofrutticole locali, in particolare quelle che producono pomodoro, in vista della revisione del sistema di aiuti dell’Unione Europea.
È quanto sostiene la Giunta provinciale, che ha approvato martedì 3 aprile un Ordine del giorno in proposito, chiedendo al Ministero per le Politiche agricole e alla Regione
Toscana di promuovere una fase transitoria per non penalizzare il sistema delle imprese locali, evitare una diminuzione delle superfici coltivate a pomodoro, dare il tempo di definire percorsi
di valorizzazione del prodotto anche attraverso aiuti economici. Tra le aziende ortofrutticole, infatti, quelle che producono pomodoro da industria rappresentano in Maremma una fetta non
indifferente del settore, con almeno 1000 ettari coltivati, 20 milioni di euro di indotto, circa 400 posti di lavoro.
Con il nuovo sistema di aiuti proposto dalla Commissione europea, che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2008 senza alcun periodo transitorio, verrà introdotto il cosiddetto
“regime di disaccoppiamento totale per l’aiuto al prodotto trasformato”. Vale a dire che il contributo comunitario non è più legato al tipo e alla quantità di prodotto, ma
verrà erogato secondo la media dei contributi percepiti nel periodo di riferimento. Questo sistema è stato già sperimentato nel settore cerealicolo ed ha avuto come
risultato, in provincia di Grosseto, un forte diminuzione delle superfici coltivate a grano duro, per cui è probabile che la stessa cosa si verifichi anche per le coltivazioni di
pomodori.
Da questa considerazione l’invito che la Giunta provinciale ha rivolto al Ministero per le Politiche agricole e alla Regione, affinché venga introdotto un periodo di transizione che
consenta di mantenere le attuali superfici coltivate e valorizzare le produzioni locali, applicando gradualmente il “disaccoppiamento dei contributi”. La Giunta chiede inoltre che vengano
destinate alle imprese agricole e alle associazioni che le rappresentano “le necessarie risorse finanziarie per definire processi di valorizzazione e caratterizzazione delle produzioni locali,
finalizzati a garantire il consumatore sulla provenienza dei prodotti, sui sistemi di produzione e sulla sicurezza alimentare”.
L’Ordine del giorno è stato inviato alla Regione, alle Istituzioni locali, ai parlamentari e ai consiglieri regionali, perché sia adeguatamente sostenuto nei rispettivi organi
istituzionali. Infine è stato inviato alle Forze politiche e alle Organizzazioni professionali agricole.

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